USA/ La settimana di Twitter

- Lorenzo Albacete

Twitter ha perfino avuto la meglio sulle discussioni attorno al sistema sanitario e al ruolo del governo federale nell’assicurare a ogni americano una qualche copertura assicurativa sulla salute

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Devo confessare che non so di che cosa sto parlando. Parlo di Twitter. Questa è stata al di là di ogni dubbio la “Settimana Twitter” per i media americani. Twitter ha perfino avuto la meglio sulle discussioni attorno al sistema sanitario e al ruolo del governo federale nell’assicurare a ogni americano una qualche copertura assicurativa sulla salute, cioè uno degli argomenti più controversi per decenni in America.

 

Per quanto il presidente Obama cercasse di concentrare l’attenzione del Paese sui suoi programmi di assistenza sanitaria, la natura e le possibilità di Twitter sono state considerate materia più importante (per tre giorni, il canale televisivo CNN ha coperto quasi tutte le notizie sulla crisi iraniana attraverso informazioni raccolte tramite Twitter).

Come ho già detto, io non so nulla su Twitter, come funziona e come si usa, ma sono in buona compagnia. Sia il Segretario di Stato, Hillary Clinton, sia il Segretario alla difesa, Robert Gates, hanno confessato di non saperne nulla; tuttavia, il Dipartimento di Stato e il Ministero della Difesa hanno dovuto costituire squadre di esperti di Twitter per capire cosa realmente stesse succedendo in Iran.

All’inizio pensavo che Twitter fosse solo un ulteriore esempio di quella fuga dalla realtà ricercata oggi da tanti giovani americani, così come da adulti con la mentalità da adolescenti. Prima di arrivare al duro cinismo dei veri adulti moderni (non si può parlare di post-modernità, perché la cultura dominante è solo uno stadio logico del pensiero moderno), Twitter costituiva un altro modo di sfuggire il doloroso impatto con la realtà. Forse è stato realmente questo, forse lo è ancora per molti, ma ora, in questa settimana, sembra che Twitter sia diventato uno strumento di politica globale che avrà conseguenze per tutti noi.

Può darsi che sia sbagliato, come qualcuno afferma, parlare della “rivoluzione Twitter”, dato che gli strumenti sono da ritenersi eticamente neutri (ma è realmente così?); tuttavia, Twitter è più che uno strumento neutrale, è una modalità con cui si guarda la realtà. Esso rafforza potentemente la separazione moderna tra senso religioso e ragione, con la sostituzione di esperienze artificiali a quelle basate su giudizi razionali. Come può essere la base per una politica realistica?

Twitter può essere usato per informare come per disinformare e non vi è assolutamente modo di scoprire la differenza. È praticamente impossibile chiuderlo, salvo per coloro che posseggono o controllano l’intero sistema (è stato il governo americano a chieder loro di non interromperlo per la manutenzione durante la crisi iraniana). Chiamatela rivoluzione Twitter o come volete: Twitter può essere “neutrale” come lo è una droga, che può modificare il modo in cui il nostro cervello funziona.

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