Il tacchino senza politica

- Lorenzo Albacete

Il Giorno del Ringraziamento è con Natale il periodo festivo più importante negli Stati Uniti

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L’attenzione della maggior parte degli americani questa settimana è focalizzata sulla celebrazione giovedì del Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento, e il fine settimana di vacanza che segue.

Il Giorno del Ringraziamento è con Natale il periodo festivo più importante negli Stati Uniti. Sotto il profilo economico, Natale è senza dubbio la festività più rilevante. Era consuetudine che il periodo delle compere di Natale iniziasse subito dopo il solenne arrivo di Santa Claus a Herald Square, di fronte al Macy’s Department Store, alla fine della spettacolare parata del Macy’s Thanksgiving Day, con un numero infinito di complessi musicali da tutto il Paese, palloni giganti, star di Broadway, etc. Oggi, la corsa sfrenata agli acquisti di Natale inizia prima del Thanksgiving Day.

Sotto il profilo sociale, tuttavia, il Ringraziamento è una festività più importante, dato che riguarda la natura dei legami che uniscono tutti i cittadini americani. Lo stesso nome di Ringraziamento solleva però domande: ringraziamenti a chi? E per cosa?

La maggioranza degli americani prende in considerazione queste domande dal punto di vista religioso o filosofico, ma anche le ideologie politiche a loro volta cercano di definire a loro volta questa festa. In un articolo su The New York Times di domenica scorsa (21 novembre) Kate Zernike spiega come la ideologia del Tea Party interpreta il significato del Giorno del Ringraziamento.

Scrive la Zernike: “Nell’idea che ha il Tea Party della festa, i primi coloni erano socialisti. Si accorsero dell’errore dei loro metodi collettivisti e abbracciarono il capitalismo, con il risultato di un anno eccezionale per il raccolto, e decisero perciò che era giusto celebrare la gloria del libero mercato e della proprietà privata.

 

Gli storici cavillano su questa interpretazione, ma la storia, riportata per anni da libertari e conservatori, ha ripreso nuova linfa nell’ultimo anno tra il pubblico del Tea Party, che venera la primitiva storia americana ed è affamato di argomenti contro quella che credono una conquista degli Stati Uniti da parte del big-government, dello statalismo.

 

Il Ringraziamento è diventato un altro spunto nel dibattito sulla riforma della sanità e sulle spese per l’assistenza, ponendolo accanto al New Deal e alla Costituzione sul piatto degli argomenti storici tirati da una parte e dall’altra dalle varie interpretazioni in concorrenza.

 

La versione che è stata trasmessa a generazioni di scolari americani dice che i coloni arrivati nel Nuovo Mondo sulla Mayflower nel 1620 festeggiarono il buon raccolto dell’anno dopo con Squanto e gli altri amici indiani che avevano insegnato loro come cacciare e coltivare nel nuovo territorio”.

 

Invece, secondo gli storici del Tea Party “I Pellegrini stabilirono un sistema comune, dove ognuno doveva conferire tutti i risultati della caccia e della coltivazione. Poiché non potevano godere dei frutti delle loro fatiche, nessuno era incentivato a lavorare e il sistema fallì, con conseguente confusione, ruberie e carestia.

 

Alla fine, il governatore della colonia, William Bradford, abolì il sistema e diede ad ogni famiglia un appezzamento di terra. Con la proprietà privata i Pellegrini diventarono industriosi e si ritrovarono con molto più granoturco di quanto gli servisse, e per questo invitarono gli indiani a festeggiare…”

 

Ci sono altre versioni della storia, ma la lezione è sempre la stessa: il fallimento del socialismo e la salvezza portata dal capitalismo. Un popolare blog Tea Party conclude: “Così la ragione vera del Thanksgiving,… è: il socialismo non funziona; la sola e unica fonte di abbondanza è il libero mercato, e noi ringraziamo Dio perché viviamo in un Paese che lo può avere”.

 

Gli storici dicono che i coloni a Plymouth, e i loro sostenitori in Inghilterra, erano d’accordo nel mettere le loro proprietà in comune, “ma era un piano per realizzare un risultato al più presto e inteso solo per il breve periodo; gli storici dicono che i Pellegrini erano più simili ad azionisti nelle prime società che a soggetti del socialismo”.

 

Il governatore Bradford si liberò alla fine di questo loro iniziale accordo economico, “ma era già il 1623, dopo il primo Giorno del Ringraziamento, e non perché il sistema non funzionasse. Ai Pellegrini semplicemente non piaceva…preferivano coltivare mais, a loro sconosciuto in Inghilterra”.

 

Zernike cita William Hogeland, l’autore di “Inventing American History: “Lungo tutto lo spettro politico c’è una tendenza ad appropriarsi di qualche evento storico e inserirlo nella agenda del momento… ciò non sempre significa che non vi sia un nesso, ma spesso le cose sono presentate primariamente come storiche, e non come parte innanzitutto di un’agenda politica”.

 

Ad ogni modo, non vi è quasi nessun accenno nel resto dei media agli aspetti politici del Ringraziamento. Vi è molto più interesse nelle misure di sicurezza che chi viaggia in aereo trova negli aeroporti. La politica comincia ad entrare nella discussione sul conflitto tra il bisogno di sicurezza e il diritto alla privatezza. Il presidente Obama, naturalmente, insiste sulla necessità di seguire “la via di mezzo”, come critica alle misure più forti della Federal Transport Security Authority.

 

Periodici come Time e Newsweek hanno dato molto spazio alla ridefinizione del matrimonio e alla necessità di riesaminare il significato della mascolinità.

 

In mezzo a tutto questo, c’è il Papa e la straordinaria attenzione data al dibattito acceso dalle osservazioni del Papa sui preservativi. Penso che tutti questi temi siano collegati a livello profondo, al livello in realtà evocato dalle osservazioni del Papa. Per il momento, tuttavia, mi sto concentrando sul mangiare un tacchino libero dalla politica. Dal quartier generale di Macy’s, un buon Thanksgiving 2010 a tutti voi!

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