Un marziano a Milano

- Pierluigi Colognesi

Un giovane marziano, intraprendente e curioso, è sbarcato a Milano la sera di giovedì 4 febbraio. Parcheggiata, non senza difficoltà, la piccola astronave monoposto, si dirige verso un giardinetto. Ha un compito preciso: raccogliere materiale per la tesina della maturità. 

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Un giovane marziano, intraprendente e curioso, è sbarcato a Milano la sera di giovedì 4 febbraio. Parcheggiata, non senza difficoltà, la piccola astronave monoposto, si dirige verso un giardinetto. Ha un compito preciso: raccogliere materiale per la tesina della maturità. Argomento: descrivi un paese europeo. Siccome gli piaceva la forma dello stivale aveva scelto l’Italia. Come tutti gli studenti non vuol fare troppa fatica e si augura di trovare in fretta qualcosa di sintetico e sbrigativo da copiare.

Seduto sulla panchina per decidere il da farsi, gli capita un vero colpo di fortuna. Qualcuno aveva dimenticato lì un grosso giornale chiamato Corriere della Sera. Sette, con un gran titolo: «Un giorno nella vita dell’Italia». Proprio quello che fa al caso suo. Glielo conferma anche la lettura – ha con sé il traduttore automatico fornitogli dalla scuola – dell’editoriale: «Catturiamo l’anima di un paese, il nostro»; esattamente quello che gli aveva chiesto la professoressa.

E poi è una lettura poco impegnativa: 68 grandi fotografie, scattate in punti vari della penisola nello stesso giorno, e brevissime didascalie; se la sarebbe cavata in pochi minuti. Per di più non avrebbe parlato dell’Italia ufficiale – la professoressa glielo aveva raccomandato -, ma di quella «normale». E infatti l’editoriale diceva che le foto riguardano «la vita quotidiana di gente comune, l’interessantissima vita quotidiana di persone che non hanno il nome sui giornali. Sono loro che mandano avanti questo paese». Avrebbe fatto un figurone.

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Comincia a sfogliare. Che belle foto! La prima mostra un giardiniere che pota una siepe alle spalle di una statua romana, poi una classe con tanti bambini, un attore che impara la parte, operai, militari, medici. A un certo punto si imbatte nella foto di una cerimonia religiosa; la didascalia dice così: «Bari, ore 10,55. Padre Vladimir (il nome non gli sembra tanto italiano, ma ormai se ne trovano di tutti i tipi) celebra messa nella basilica di san Nicola, santo venerato dai cristiani ortodossi».

 

Gli viene in mente che potrebbe prendere due piccioni con una fava: oltre che la tesina per la professoressa di «Culture extramarziane», potrebbe anche buttar giù qualcosa per l’esigente professore di «Religioni terrestri». Guarderà le altre foto con un occhio particolare anche a questo aspetto. Per un po’ di pagine non c’è più niente a riguardo; ancora operai, medici, vecchi, innamorati, sportivi. Qualcosa che c’entra con la religione è nella foto di un candelabro a sette bracci che, dice la didascalia, «richiama l’albero della vita».

 

Poi l’immagine di una strana «Madonna di cemento» che sbuca da un’auto rossa, sempre di cemento; deve trattarsi di una semi-divinità, pensa il marziano, perché il giornale spiega che si trova in esposizione tra nanetti e amorini come quelli che si mettono in giardino o servono da fioriera. Più avanti c’è una chiesa bizantina in Calabria e, infine, dei monaci vestiti d’arancione che praticano il buddismo tibetano.

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Il marziano si sente proprio fortunato. La tesina ce l’ha già in testa tutta e il compito per il prof di religione è fatto. Scriverà che in Italia sopravvivono religioni ancestrali che prevedono il culto dell’albero della vita, che la maggioranza dei credenti è ortodossa o bizantina, ma c’è un folto gruppo di credenti buddisti.

A dire il vero gli sembrava che a suo tempo l’insegnante gli avesse parlato di cattolicesimo, ma forse ricordava male. O forse si tratta di una religione che i giornali considerano estinta e di cui si occupano solo per qualche polemica velenosa o per quella statua di donna che sbuca da una macchina porta-fiori.

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