Cattolici dell’altro mondo

Il messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace 2011 è un “altro mondo” rispetto al dibattito interno agli Usa

26.01.2011 - Lorenzo Albacete
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Obama tiene il suo discorso sullo Stato dell'Unione nel 2010 (Foto Ansa)

Quando leggerete questo articolo, il presidente Barack Obama avrà probabilmente già tenuto il suo discorso sullo “Stato dell’Unione” al Congresso in seduta plenaria, e sarà senza dubbio questo il tema che terrà banco sui media per il resto della settimana.

Tutti si aspettano un discorso ideologicamente “centrista”, che enfatizzi la riduzione della spesa federale e la creazione di nuovi posti di lavoro attraverso “l’investimento” (cioè la spesa!) del denaro risparmiato con i tagli alla spesa. Sembra contraddittorio? Vuole esserlo.

I Repubblicani sono pronti a insistere su maggiori tagli alla spesa, magari tornando ai livelli del 2006, ma i Repubblicani del Tea Party non sono inclini a negoziare e hanno perfino scelto, per rispondere al discorso del presidente, una persona diversa da quella scelta dal Partito Repubblicano “ufficiale”.

Tuttavia, questo confronto avverrà verosimilmente in modo da riflettere la nuova “correttezza”, che si suppone ciascuno faccia propria in risposta alla tragedia di Tucson di poche settimane fa, come sollecitato dal presidente, la cui popolarità ha cominciato a crescere dopo il suo discorso sui fatti di Tucson. Sembra quindi che Repubblicani e Democratici saranno insieme, piuttosto che nel tradizionale schieramento su due fronti (si spera che il “popolo americano” veda oltre tutti questi gesti da show-business. Ma chi lo sa, sempre più gente ha una visione della vita filtrata dagli spettacoli televisivi. Posso immaginare che i sostenitori del Tea Party e i poveri guarderanno a tutto questo con scetticismo).

Secondo i commentatori, c’è un altro movimento politico la cui popolarità è crescente: “l’ala sinistra dei libertari”, come descritta da Sheldon Richman in un interessante articolo nell’ultimo numero di The American Conservative (due miei riferimenti a questa rivista nei miei articoli faranno pensare ai miei amici moderati di sinistra che io stia rischiando di perdere la mia identità politica, che presumono essere simile alla loro. Non devono preoccuparsi, perché sono ancora ben radicato nel “Partito Mistico”, che non è né di destra, né di sinistra, progressista o conservatore, ma, al di sopra di tutto questo, avvolto nel Mistero).

Questi libertari di sinistra in favore del libero mercato hanno forti radici nel pensiero politico americano, come spiega Richman nel suo articolo, e anche se divisi al loro interno (naturalmente!), sembrano guadagnare popolarità. A volte appaiono simili al Tea Party, altre volte si riferiscono positivamente al pensiero marxista. Sebbene il neo conservatorismo sia il loro comune nemico, possono essere definiti dei “neo-liberal”.

 

In questa atmosfera politica di cecità e totale confusione, ho riletto il messaggio di Papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace 2011. È un documento che va alle radici della dottrina sociale cattolica, tanto soddisfacente sotto il profilo intellettuale, quanto “bello” da ammirare. Direi che è un “altro mondo” rispetto al nostro attuale dibattito nazionale; questo è proprio il punto, è un altro mondo, ma in questo mondo e con lo scopo di salvare la nostra umanità dal nichilismo attuale.

 

Come al solito, mi chiedo quanti cattolici sono preparati per essere testimoni del tipo di vita che il documento descrive e definisce possibile e che corrisponde ai nostri bisogni e desideri. L’interesse dimostrato la scorsa settimana nella Chiesa e tra le personalità politiche e accademiche di Porto Rico per la presentazione di Don Julián Carrón de Il Senso Religioso di Don Giussani, come successo anche al New York Encounter, ci fa sperare che le cose stiano cambiando.

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