Se lo straniero non è un’idea

- Alberto Bonfanti

L’esperienza di Portofranco è quella di un aiuto allo studio dei ragazzi disagiati di Milano. Fino ad ora è stata sostenuta dalle giunte di centrodestra. E domani?

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Foto d'archivio: Imagoeconomica

Portofranco, Onlus per l’aiuto allo studio aperta a tutti gli studenti delle scuole superiori, è presente a Milano dal 2000 e conta oggi 1.300 iscritti, e in media 130 presenze giornaliere di studenti aiutati gratuitamente da 50 volontari al giorno ( di cui 35/40 universitari e 10/15 adulti).  Se è già conosciuta la sua attività originale di aiuto allo studio per tutti i ragazzi, è importante sottolineare che è divenuto un luogo di integrazione sociale nel percorso educativo della persona.

In collaborazione con il Comune della città, prima sotto il mandato Albertini poi durante quello successivo del sindaco Moratti, si è attuato e ancora si attua un progetto di accoglienza e di aiuto allo studio rivolto agli studenti migranti, che ci impegna tutti i giorni della settimana e sta aiutando circa 200 ragazzi, provenienti da Egitto, Sri Lanka, Marocco, Tunisia, Filippine ed altri paesi. Spesso, quando approdano a Portofranco, questi ragazzi non sanno nemmeno una parola di italiano e, siccome la scuola statale li inserisce semplicemente nella classe corrispondente alla loro età, senza tenere minimamente conto del livello di apprendimento della lingua e della loro conseguente difficoltà primaria di comprensione e di espressione, la prima sfida è quella di insegnare loro l’italiano. Nello stesso tempo è importante aiutarli nell’approccio alle rispettive materie, perché la scuola non fornisce loro un’adeguata preparazione, oltre che linguistica, in termini di conoscenza e  confronto con la nostra cultura. Insegnare ai ragazzi stranieri l’italiano e offrire loro un metodo di affronto dello studio è una grande possibilità per questi ragazzi, che manifestano tutti un reale desiderio di integrarsi nella nostra società e di relazionarsi agli altri. Tra l’altro a Portofranco, oltre al rapporto del ragazzo con il professore, nasce anche il rapporto tra i ragazzi, e questo contribuisce a costruire una socialità, fondata sul rispetto reciproco, su un dialogo costante tra loro e di loro stessi con noi, insomma si realizza una reale integrazione.

Ad esempio fra i nostri volontari c’è una suora salesiana, che ha sempre insegnato italiano per stranieri, e che insegna l’italiano agli studenti stranieri a partire dall’Abc.

Per il lavoro con i ragazzi italiani e stranieri siamo accreditati presso la Regione Lombardia come Associazione Portofranco Milano; il Comune di Milano nel 2001 ha firmato con noi una convenzione, l’ha poi trasformata in accreditamento legato allo sviluppo di singoli progetti e oggi ci riconosce come Centro di Aggregazione Giovanile (CAG).  Per finanziarci, oltre a ricorrere al fund raising, partecipiamo a bandi comunali o regionali inerenti non solo attività di tutoring verso i ragazzi ma anche progetti educativi rivolti agli stranieri.

Lo scorso 3 marzo abbiamo inaugurato la nuova sede e per quella occasione abbiamo invitato tutte le autorità politiche e civili a partecipare all’evento. È stato un gesto significativo, perché abbiamo potuto raccontare i nostri primi dieci anni di esperienza; lo stesso sindaco, intervenendo, ha dimostrato un vivo e personale interesse per la nostra attività, soprattutto quella riguardante gli stranieri.  

Durante la campagna elettorale per le elezioni primarie del Pd, anche l’architetto Boeri ci aveva chiesto di poter venire ad incontrarci, avevamo fissato un appuntamento che poi per suoi impegni è saltato; se ce lo avesse chiesto l’avvocato Pisapia avremmo incontrato anche lui.

Mentre si parla tanto, e spesso a sproposito, degli extra comunitari a Milano, partire dai fatti è un buon criterio per capire di cosa ha realmente bisogno la nostra città.

 

(Alberto Bonfanti, presidente Portofranco)

 

 

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