Fede o politica?

Negli Stati Uniti si parla dei cristiani dominionisti, un movimento interno alla chiesa evangelica secondo cui l’uomo deve avere il dominio su tutta la creazione

21.09.2011 - Lorenzo Albacete
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Sembra che in Florida sia in corso un’invasione di pericolose lumache giganti. Non me lo sto inventando: è una notizia dell’ultima settimana e diversi miei amici mi hanno chiesto (scherzando solo in parte) se c’è qualcosa nella letteratura biblica apocalittica sulle lumache giganti come segno dell’approssimarsi del Giorno del Giudizio.

Mi è venuto in mente un racconto di Gabriel Garcia Marquez (non ricordo il titolo) in cui dal cielo cominciano a cadere uccelli morti e la gente si convince che questo sia il segno di un prossimo castigo divino. L’ultima persona a prendere in considerazione questa possibilità è, naturalmente, il prete del luogo, che comincia a pensare a una predica su questi avvenimenti. Da parte mia, ho pensato che il caso delle lumache giganti potrebbe essere usato a proposito della politica in questo Paese.

Anche questa settimana è l’economia a tener banco nei notiziari Usa, soprattutto per gli aspetti politici della crisi economica. A quanto pare, lo scontro ideologico tra Democratici e Repubblicani renderà ancora una volta molto difficile raggiungere un accordo sulla gestione della crisi. Infatti, la battaglia politica continua a essere condizionata dagli estremisti ideologizzati di entrambe le parti.

L’ultimo numero di Time Magazine riporta un interessante editoriale di Jon Meacham, che spiega come questa atmosfera possa incoraggiare chi è tentato di interpretare il momento politico attuale nei termini della teologia apocalittica. Chissà come interpreterebbero costoro l’invasione delle lumache giganti.

Meacham scrive di un movimento all’interno degli evangelici cristiani chiamato “Christian Dominionism” (Dominionismo Cristiano). Il termine “dominionismo” viene dal libro della Genesi, dove all’Uomo viene dato il dominio su tutta la creazione. I cristiani “dominionisti” credono che i veri seguaci di Cristo hanno il dovere di controllare o influenzare le sette aree che formano la vita umana, chiamate “le sette montagne”: economia, politica, media, arte, educazione, famiglia e religione.

Tra gli evangelici americani è sempre stato presente questo modo di concepire la vita di fede e sociale, ma prima della legalizzazione dell’aborto la maggioranza degli evangelici evitava di coinvolgersi in azioni politiche organizzate. Secondo Meacham, è stata l’incapacità dell’evangelismo tradizionale di vincere la battaglia sull’aborto (cui è poi seguito il movimento gay) che ha portato a un continuo aumento di chi la pensa come i “dominionisti”. Il comandamento di Gesù di far discepoli in tutte le nazioni ha cominciato ad assumere una dimensione sempre più politica, non solo negli Stati Uniti ma anche in altri Paesi.

Il movimento dominionista negli Usa è guidato da un’organizzazione conosciuta come “New Apostolic Reformation” (Nar). I religiosi associati al Nar predicano che il mondo è in preda al male. La parte Democratica del Campidoglio a Washington è considerata sotto controllo del demonio e l’attivismo dei cristiani in politica è visto come necessario per combatterlo.

Il Nar ha attirato recentemente l’attenzione dei media per il risalto avuto a Huston nel raduno di preghiera, durato sette ore, organizzato dal Governatore Rick Perry, che sembra essere il candidato favorito nella corsa per la candidatura Repubblicana alla presidenza. L’evento ha visto sette membri del Nar tra gli organizzatori e gli oratori.

Come scrive chiaramente Meacham, Perry non ha mai fatto dichiarazioni in appoggio alla teologia politica dominionista, ma nel suo discorso al raduno di preghiera ha citato alcuni dei passaggi biblici più popolari tra i dominionisti, che vi hanno visto un chiaro riferimento al loro movimento.

Perry sta giocando con il fuoco e Meacham si chiede se non stia cercando di imitare Ronald Reagan, che riuscì a ottenere l’appoggio dei cristiani evangelici, senza peraltro far concretamente molto per la loro causa. È interessante notare che Perry, nel suo discorso al raduno, ha affermato che Dio è stato saggio, molto saggio, a non schierarsi con nessun partito politico, né con nessun’altra istituzione creata dall’uomo.

Non è proprio così: la Chiesa cattolica vede la relazione tra fede e politica, che è, effettivamente, questione che riguarda il dominio sulla creazione dato a uomini e donne nel libro della Genesi. La vocazione umana è di esercitare questo dominio attraverso atti di amore e di ringraziamento per il dono della creazione, come è perfettamente espresso nella quarta Preghiera Eucaristica:

 A tua immagine hai formato l’uomo, alle sue mani operose hai affidato l’universo

perché nell’obbedienza a te, suo creatore, esercitasse il dominio su tutto il creato.

E quando, per la sua disobbedienza, l’uomo perse la tua amicizia, tu non l’hai abbandonato in potere della morte, ma nella tua misericordia a tutti sei venuto incontro, perché coloro che ti cercano ti possano trovare.

Padre santo, hai tanto amato il mondo da mandare a noi, nella pienezza dei tempi, il tuo unico Figlio come salvatore…. ha condiviso in tutto, eccetto il peccato, la nostra condizione umana.

Ai poveri annunziò il vangelo di salvezza, la libertà ai prigionieri, agli afflitti la gioia

 

È in questo modo che noi consideriamo il dominio, lavorare (anche in politica) per essere sacerdoti della creazione, coscienza e voce della creazione in un sacrificio gioioso di lode.

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