La svolta suicida di Obama

L’Amministrazione Obama introdurrà l’obbligo per i piani assicurativi sanitari di includere la contraccezione. Un provvedimento che ha scatenato la reazione dei Vescovi americani

25.01.2012 - Lorenzo Albacete
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Timothy Dolan (Infophoto)

Leggete la seguente dichiarazione dell’Amministrazione del Presidente Obama: “Dichiarazione del Segretario del Department of Health and Human Services degli Stati Uniti, Kathleen Sebelius. Nel mese di agosto 2011, il Department of Health and Human Services (il ministero della Salute, ndt) degli Stati Uniti ha emanato una disposizione ad interim che chiedeva alla maggior parte dei piani sanitari di coprire le cure di prevenzione per le donne, compresa la contraccezione, senza costi aggiuntivi o franchigie. La disposizione consentiva a istituzioni religiose non profit, che offrono assicurazione sanitaria ai propri dipendenti, la scelta se coprire o meno i servizi di contraccezione. Oggi il Dipartimento ha annunciato che la disposizione definitiva sui servizi di cura preventivi garantirà alle donne con copertura assicurativa sanitaria l’accesso alla gamma completa delle prestazioni raccomandate dall’Istituto di Medicina, comprese tutte le forme di contraccezione approvate dalla Fda (Food and Drug Administration, l’Agenzia del Ministero che sovraintende al controllo dei prodotti alimentari e farmaceutici, ndt).

Le donne non dovranno rinunciare a questi servizi a causa di costosi ticket a loro carico, o franchigie, o perché il piano assicurativo non include la contraccezione. Questa norma è coerente con le leggi della maggioranza di stati che già richiedono la copertura contraccettiva nei piani di salute, e include l’esenzione prevista dalla norma transitoria che consente ad alcune organizzazioni religiose di non fornire copertura per la contraccezione. A partire dal 1 agosto 2012, la maggior parte dei piani sanitari nuovi e rinnovati dovranno coprire a livello nazionale queste prestazioni senza che le donne debbano contribuire parzialmente al costo.

Dopo aver valutato le osservazioni, abbiamo deciso di aggiungere un ulteriore elemento alla norma. Ai datori di lavoro senza fini di lucro che, sulla base di convinzioni religiose, non prevedono attualmente la copertura contraccettiva nei loro piani assicurativi viene concesso un anno di proroga, fino al 1 agosto 2013, per adeguarsi alla nuova legge. I datori di lavoro interessati dovranno comunicare la richiesta per la ritardata applicazione della legge. Questo ulteriore anno darà a tali organizzazioni più tempo e flessibilità per adeguarsi alle nuove disposizioni.

Abbiamo intenzione di chiedere ai datori di lavoro che non offrono la copertura dei contraccettivi di darne notizia ai propri dipendenti, informandoli anche che servizi di contraccezione sono disponibili presso siti come centri sanitari di comunità, cliniche pubbliche e ospedali che forniscono un aiuto basato sul reddito. Continueremo a collaborare strettamente con i gruppi religiosi durante questo periodo di transizione per discutere delle loro preoccupazioni.

Gli scienziati hanno prove abbondanti che il controllo delle nascite ha benefici significativi per la salute delle donne e per le loro famiglie, è documentato che comporta una riduzione significativa dei costi sanitari e i contraccettivi sono il farmaco più comunemente usato in America da donne giovani e di mezza età. Questa norma fornisce alle donne un maggiore accesso alla contraccezione, esigendone la copertura assicurativa e vietando la compartecipazione ai costi.

Questa decisione è stata presa dopo un attento esame anche delle importanti preoccupazioni sollevate da alcuni circa la libertà religiosa. Ritengo che questa proposta raggiunga un giusto equilibrio tra il rispetto della libertà religiosa e l’aumento dell’accesso a importanti servizi di prevenzione. L’Amministrazione rimane pienamente impegnata alla collaborazione con le organizzazioni basate sulla fede, che promuovono comunità sane e servono il bene comune. E questa norma non avrà alcun impatto sulla protezione che le leggi e regolamenti esistenti in materia di libertà di coscienza danno agli operatori sanitari”.

Si può immaginare la risposta della Conferenza episcopale cattolica degli Stati Uniti a questo tradimento delle promesse fatte dal Presidente Obama. I vescovi definiscono “letteralmente irragionevole” la decisione di includere interventi di sterilizzazione, farmaci abortivi e contraccettivi praticamente in tutti i piani di assicurazione sanitaria. “In effetti, il Presidente ci sta dicendo che abbiamo un anno per capire come violare le nostre coscienze”, ha detto il futuro cardinale Timothy M. Dolan, Arcivescovo di New York e presidente della Conferenza episcopale cattolica degli Stati Uniti.

“Costringere i cittadini americani a scegliere tra violare la propria coscienza e rinunciare all’assistenza sanitaria è letteralmente irragionevole. È un attacco sia all’accesso alla copertura sanitaria, sia alla libertà religiosa. Storicamente, questo significa sfidare e compromettere la nostra libertà di religione […]. Il governo non deve costringere gli americani ad agire come se la gravidanza fosse una malattia da prevenire a tutti i costi”, ha aggiunto Dolan, chiedendo che la norma venga ritirata. “L’Amministrazione Obama ha tracciato una linea di separazione che non ha precedenti”, ha detto. “I vescovi cattolici si impegnano a lavorare con i loro concittadini americani per riformare la legge e cambiare questa ingiusta normativa. Continueremo a studiare tutte le conseguenze di questa preoccupante decisione”.

Malgrado questa settimana abbia ricevuto poca attenzione sui media laici assorbiti dalle primarie Repubblicane, il conflitto tra l’Amministrazione Obama e i Vescovi promette di essere uno degli aspetti più drammatici della stessa campagna presidenziale. Cosa faranno i Democratici cattolici che confidavano nella promessa di Obama di rispettare la posizione della Chiesa? Un esempio commovente di come si sentano traditi dal Presidente è il commento del mio amico Michael Sean Winters nel suo blog sul National Catholic Reporter, intitolato “J’Accuse”, in cui spiega perché non può più votare per Obama. Vale la pena di leggerlo, perché dà un’idea della sofferenza provata da questi cattolici (la versione originale inglese è disponibile qui). Per quanto riguarda me, posso solo pensare di nuovo alle parole di Giovanni Paolo II a Monsignor Giussani: “Voi non avete patria, perché voi siete inassimilabili a questa società”.

Quanto ai vescovi, continuate a ricordarci per favore che il punto di partenza per i nostri giudizi politici, e non solo, non è un discorso, né una filosofia morale o una teologia, né valori, ma un avvenimento: l’incontro con Cristo. Non importa quali siano le sfide che dobbiamo affrontare, Egli ha già vinto.



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