Vita dell’altro mondo

Tra i vari argomenti apparsi nei notiziari questa settimana, la notizia che più ha colpito LORENZO ALBACETE è stata quella dell’atterraggio su Marte del veicolo spaziale Curiosity

08.08.2012 - Lorenzo Albacete
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Curiosity (Infophoto)

Tra i vari argomenti interessanti apparsi nei notiziari questa settimana, la notizia che più mi ha colpito è stata quella concernente l’atterraggio su Marte del veicolo spaziale Curiosity, partito dalla Terra otto mesi fa. Sotto il profilo tecnologico, il successo della missione è stato stupefacente. Il veicolo della Nasa, su cui sono stati investiti 2,6 miliardi di dollari, ha effettuato un atterraggio impegnativo dopo aver viaggiato per circa 567 milioni di chilometri attraverso lo spazio.

Il drammatico atterraggio di Curiosity, che ha le dimensioni di un Suv, è arrivato alla fine di quelli che sono stati definiti popolarmente come “sette minuti di terrore”. La procedura, che ha coinvolto una telegru e il paracadute supersonico più grande del mondo, ha consentito al veicolo spaziale che portava Curiosity di centrare l’area scelta dagli scienziati. I controllori che hanno seguito l’operazione dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa in California sono esplosi in applausi quando il rover ha toccato il suolo marziano, abbracciandosi l’un l’altro mentre Curiosity inviava le prime foto dal pianeta e qualcuno è scoppiato perfino a piangere. “Razionalmente so che pensavamo che tutto sarebbe andato per il meglio, ma emotivamente tutto questo è sempre sembrata una cosa pazzesca”, ha detto James Wray, docente al Georgia Institute of Technology, che coopera con il team di scienziati del progetto Curiosity.

Il veicolo sarà controllato dal Jet Propulsion Laboratory. Lo scopo principale del progetto è stabilire se Marte abbia mai avuto un ambiente tale da consentire piccole forme di vita. Il primo punto in cui si fermerà Curiosity sarà il cratere Gale che, dicono alla Nasa, potrebbe un tempo aver contenuto un lago. Dopo circa un anno, il rover dovrebbe arrivare al Monte Sharp, al centro del cratere. Come riporta Elisabeth Landau, della Cnn, il veicolo salirà sulla montagna analizzando i vari strati di sedimenti, con un processo simile a quello utilizzato dagli archeologi, perché ogni strato rappresenta un’era della storia del pianeta. Rocce e minerali sulla Terra sono diversi da quelli che si trovano su Marte, ma l’idea di una montagna costituita da strati è abituale per gli scienziati.

Tuttavia, a differenza della Terra, continua il resoconto della Cnn, Marte non ha placche tettoniche e gli strati su Marte sono piatti e lisci. In questi strati gli scienziati cercano le molecole organiche necessarie per creare la vita. Anche se venissero trovate, questa non sarebbe una prova dell’esistenza della vita; se non venissero trovate, si potrebbe ipotizzare che c’è qualcosa sul pianeta che distrugge queste molecole, secondo quanto afferma Wray del Georgia Tech. Wray continua dicendo che se, però, Curiosity trovasse queste molecole, gli scienziati sarebbero aiutati a passare dalla domanda “Marte era abitabile?” a “Vi è mai stata vita su Marte”?

Certo, rimane il problema dei finanziamenti e la missione di Curiosity assume un particolare significato in un periodo in cui il budget della Nasa è soggetto a restrizioni. D’altro canto, come osserva Carol Paty, docente alla Georgia Tech’s School of Earth and Atmospheric Sciences, “sento tutto questo come un segnale della nostra capacità di fare grandi ed esaltanti cose in futuro. Non si può non essere eccitati di fronte al primo miliardo di anni della storia del pianeta”.

Non si sa per quanto Curiosity trasmetterà i suoi dati alla Terra. Per i precedenti veicoli si erano supposti 90 giorni marziani: Spirit smise di comunicare nel 2010 dopo essersi impantanato nella sabbia, mentre Opportunity sta ancora comunicando. “Si deve prendere ciò che Marte dà” dice Squyres, scienziato del Mars Exploration Rover Mission, che include anche Spirit e Opportunity. “Se sapessimo già cosa troveremo, non sarebbe così divertente”.

Guardando le trasmissioni dal vivo in tv dell’atterraggio, non ho potuto fare a meno di essere commosso ed eccitato dalle reazioni delle persone nella camera di controllo. Era la stessa gioia di quelle con cui avevo lavorato più di cinquant’anni fa, all’inizio dell’esplorazione dello spazio. Molto della tecnologia è cambiato, ma la curiosità è rimasta forte come allora!

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