Un umorista al potere?

- Lorenzo Albacete

La situazione all’interno del Partito Repubblicano americano e le possibilità che sorga un candidato alla Casa Bianca in grado di opporsi a Hillary Clinton. LORENZO ALBACETE 

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Mi sembra interessante questa dichiarazione fatta da un politico americano: “Una delle nostre mancanze è la capacità di parlare agli afroamericani, di parlare agli ispanici, di parlare alla classe lavoratrice, di parlare solo nelle sale in cui si tengono i consigli e non di parlare con chi vi entra dopo la riunione per pulirle”.

Chi è il politico che ha detto questo? Certamente deve essere un Repubblicano. Suonano, infatti, come le osservazioni preoccupate di un politico di centro, dolorosamente cosciente che la battaglia ideologica all’interno del suo partito difficilmente farà riconquistare la Casa Bianca nel 2016, soprattutto con un avversario popolare tra le masse come Hillary Clinton.

Sembrano, però, anche le osservazioni di un Repubblicano che crede sia possibile trovare un leader con la capacità di attrarre i Democratici delusi, per i più vari motivi, dal Presidente Obama e che sembra lasciare intendere che potrebbe essere lui stesso. Uso il maschile, perché non sembra esservi all’orizzonte un leader femminile in grado di assumere questo ruolo, almeno ora come ora.

Sono sicuro che molti lettori, tra quelli informati sulle vicende politiche americane, hanno identificato il politico di cui sopra con il governatore del New Jersey, Chris Christie. In effetti, Christie riscuote apprezzamenti anche al di là del suo partito e questa è una delle ragioni che lo fanno ritenere un possibile candidato Repubblicano alle prossime presidenziali. Tuttavia, molti non sono sicuri che le sue caratteristiche possano attrarre voti al di fuori dell’area del nordest degli Stati Uniti, né che possa venire appoggiato dal Tea Party, i cui sostenitori non si fidano completamente di lui quando dichiara di essere un vero conservatore.

Occorre aggiungere che un nutrito numero di Repubblicani “conservatori” lo sono anche per quanto riguarda la religione e sono molto più preoccupati della “decadenza morale” derivante dall’accettazione dell’aborto e del matrimonio gay. Questi cittadini si trovano insieme come pro life nella difesa del matrimonio e dei “valori della famiglia”.

D’altra parte, in materia di giustizia e pace questi elettori seguono l’insegnamento della Chiesa e sono turbati dagli attacchi dei “conservatori economici” a Papa Francesco, definito un “marxista” da uno dei loro eroi conservatori mediatici (Rush Limbaugh nel suo radio show, ndt). Il Governatore Christie non è esattamente il loro tipo di candidato.

Chi è allora l’autore della citazione iniziale? E’ la star televisiva, l’umorista, aneddotista, ministro battista, difensore della fede e della morale, il già Governatore dell’Arkansas, Michael Huckabee.

In occasione delle penultime elezioni presidenziali, Huckabee si fece notare come il più forte concorrente del senatore John McCain nelle primarie Repubblicane. La settimana scorsa è cessata la sua trasmissione radio e ha dichiarato che sta considerando la possibilità di ritentare la corsa alla Casa Bianca. Finora non ha ricevuto molta attenzione, dato che i media si sono concentrati su Christie e un trio di candidati giovani e aggressivi, ma la sua base di sostenitori è forte e pronta a entrare in azione. Alcuni sondaggi, considerati affidabili, indicano che Huckabee vincerebbe le primarie nei pochi stati in cui prevalgono i conservatori e molti altri sondaggi lo danno comunque in una buona posizione per lanciarla sua compagna presidenziale.

A me ricorda Ronald Reagan: solido e fiducioso nelle sue convinzioni conservatrici, ma tranquillizzante, sereno e spiritoso nel mondo di porsi.

Il Partito Repubblicano è talmente diviso, anche in modo rabbioso, il Paese scioccato dalla violenza nelle scuole e da altre tragedie, i Democratici esauriti dal peso degli otto anni passati a sostenere i programmi di Obama, che forse è il momento di un Presidente rassicurante. Hillary è troppo forte, Christie troppo pesante, Huckabee potrebbe essere la giusta soluzione.

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