Famiglia made in Usa

LORENZO ALBACETE mette in luce come i cambiamenti demografici e nella solidità e concezione della famiglia negli USA stiano influenzando vari aspetti della società, compreso il baseball

04.04.2013 - Lorenzo Albacete
baseball
infophoto

La stagione del baseball è iniziata oggi. Lo so, perché abito vicino allo stadio degli Yankees e le partite creano dei terribili ingorghi di traffico, che mettono a rischio il culto (il termine giusto è proprio questo, con tutte le sue implicazioni religiose) per gli Yankees. Oggi la partita era tra Yankees e i loro (nostri) arcinemici, i Boston Red Sox, e come gesto di rifiuto di onori anticipati, hanno perso 8 a 2.

Dall’altra parte della città abitano i tifosi dei Mets, che giocavano contro i San Diego Padres, e che hanno vinto 11 a 2.

Ho guardato la partita fino a che è stato chiaro che gli Yankees avrebbero perso e mi è venuto in mente un articolo su Time della scorsa settimana sul crescente disinteresse dei giovani afroamericani a diventare giocatori di baseball rispetto al passato anche recente.

L’articolo, scritto da Sean Gregory, traeva spunto dalla presentazione in tutto il Paese, il 2 aprile, del film biografico sul leggendario giocatore di baseball Jackie Robinson, il primo giocatore nero a rompere il muro di separazione tra giocatori bianchi e neri, entrando a far parte dei Brooklyn Dodgers. Fino ad allora (1947), gli afroamericani avevano la loro Lega. Il nuovo film è intitolato 42.

Nel film, dopo che Robinson ha giocato la sua terza partita con i Dodgers, un reporter bianco predice ai colleghi della tribuna giornalisti che verrà il giorno in cui i giocatori neri “sbatteranno i bianchi fuori dal baseball.”

Per un certo periodo, la profezia è sembrata avverarsi.

La percentuale dei giocatori afroamericani nella MLB (Major League Baseball) ha cominciato a crescere fino a raggiungere il 27% nel 1975. Poi ha cominciato a declinare, fino all’8% dell’anno scorso.

Cosa sta succedendo?

Una parte della risposta viene dalla crescita del numero dei giocatori ispanici: l’anno scorso, il 25% dei giocatori della MLB erano “latinos”. Questo è solo un esempio di come i cambiamenti demografici nel Paese stanno influenzandola società e anche le istituzioni più amate.

Paradossalmente, la fine della Lega separata per gli afroamericani ha tolto a molti giovani neri l’entusiasmo per questo gioco, che costituiva un legame tra loro, anche a livello di quartiere, scuola, etc. I giovani neri aspiravano a essere riconosciuti per il loro valore personale, piuttosto che come membri di una squadra, sperando di diventare delle celebrità, cui le società di abbigliamento sportivo potevano riconoscere cospicue remunerazioni.

Tuttavia, il fattore più interessante menzionato nell’articolo è forse la dissoluzione della famiglia, sia tra i bianchi che i neri, ma che colpisce i maschi neri in special modo. Su questo aspetto, ha parlato in modo chiaro anche il Presidente Obama.

In particolare, la dissoluzione della famiglia ha colpito il baseball a causa della rottura di rapporti tra padri e figli, cioè il rapporto con il quale si è trasmesso per generazioni l’amore per questo sport.

Il numero di Time è uscito con due copertine,una con due uomini gay che si baciano e l’altra con due lesbiche, che anche loro si baciano. Con la ridefinizione del matrimonio che sta prendendo piede nella nostra società, sarà interessante vedere quale sarà tra qualche anno la situazione del baseball, se ci sarà ancora.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimi Editoriali