Tutto in un 6

- Lorenzo Albacete

LORENZO ALBACETE racconta il suo incontro con Paolo VI il 6 agosto 1968, dieci anni prima che morisse. Lo stesso giorno della Trasfigurazione di Cristo e della bomba atomica su Hiroshima

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Paolo VI con Joseph Ratzinger

Il 6 agosto è stato un anniversario molto importante per me, centrato sulla persona di Papa Paolo VI. Nell’agosto del 1968 eravamo entrambi a Bogotà, in Colombia. Io ero lì perché mio fratello, che faceva l’agente di viaggio, mi aveva convinto che sarebbe stata una breve ma divertente vacanza. (Vedere il Papa una divertente vacanza!!! Ciò dimostra quanto potesse essere disinvolto pur di convincere la gente a comprare un biglietto.)

Il Papa era lì per benedire il nuovo edificio che ospitava la Conferenza Episcopale dell’America Latina (CELAM) e per partecipare al loro incontro, un incontro che avrebbe dato seguito a dibattiti, spesso aspri, su come dovesse essere intesa la liberazione cristiana.

Oggi, in un modo molto più pacato, la discussione continua e chi volesse comprendere bene l’insegnamento di Papa Francesco dovrebbe interessarsi a questa discussione. Il documento più recente della CELAM, praticamente una Bibbia pastorale di Francesco, è il documento della Conferenza in chiusura del più recente incontro tra i vescovi e il Papa, all’Aparecida in Brasile.

Tornando alla Colombia, partecipai a una delle Messe pubbliche del Papa e, aiutato dal parroco della nuova chiesa in cui stavo, mi vestii come un prete e salii sull’altare con quelli che erano stati scelti per la cerimonia. Non distribuii l’Eucaristia e continuai ad aggirarmi per l’altare fino a quando, con qualche abile manovra, riuscii a incontrare il Papa. Dovetti a questo punto confessare che non ero un prete, che avevo solo finto di esserlo per poterlo avvicinare, e lui mi disse: “Perché non diventi prete?)

Il 6 agosto è anche l’anniversario del lancio della bomba atomica su Hiroshima, Giappone. E’ anche il giorno in cui la Chiesa celebra la solennità della Trasfigurazione di Cristo.

Si può cogliere una relazione tra questi tre eventi?

Tutti e tre ci aiutano a riconoscere tre differenti tipi di “Luce del mondo”. Il primo è la luce dell’esplosione atomica che ha distrutto tanti corpi, avvelenato la natura e cancellato molti frutti della creatività e del lavoro umano.

La seconda luce è la luce di Cristo, una luce che illumina tutti quelli che vivono nell’oscurità del dolore, della povertà, del rimorso e dell’ingiustizia. La Luce di Cristo fa tutte le cose belle, compresi i frutti della creatività umana, rende attraente la realtà, come ha detto Pietro: “Signore, è bello stare qui.

La terza luce viene dal successore di Pietro, che per gli ultimi duemila anni è stato costretto a  ricordarci che la natura è buona, che il corpo umano è bello, che, del tutto all’opposto di quello che dice l’articolo di copertina del Time Magazine di questa settimana, i figli sono una grazia, non una maledizione.

Tutto questo è stato insegnato nella Humanae Vitae un mese prima che Paolo VI facesse la sua visita in Colombia, dove fu salutato come l’autore del documento che difendeva i poveri dall’impero farmaceutico e dal potere delle nazioni ricche, i cui cittadini chiedono di essere “felici”.

Paolo VI, difensore dei poveri, morì il 6 agosto del 1978.

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