Un’altra tragedia americana

- Lorenzo Albacete

LORENZO ALBACETE analizza le possibili cause della sparatoria a Washington, l’ultima di una lunga serie di tragedie simili, ormai quasi una deprecabile caratteristica americana

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E’ successo ancora. Questa la parola usata dal Presidente Obama, riferendosi al massacro al Washington Navy Yard: ancora. Sto scrivendo questo articolo una mezza giornata dopo la sparatoria e non si sa ancora molto sui particolari, sull’autore, o gli autori, e le motivazioni. Comunque, sta emergendo poco a poco una idea di chi ha ucciso 12 persone scelte a caso tra dipendenti e visitatori e di come le misure di sicurezza abbiano miseramente fallito il loro compito di protezione dei presenti. Poi arriveranno altre notizie simili e questa tragedia diventerà solo un altro esempio del periodo pericoloso in cui viviamo. Obama, o un altro presidente, dirà di nuovo: “ancora!”

Il luogo dell’attentato, il Washington Navy Yard, ispira a molti dei suoi visitatori il senso di religiosa venerazione che gli americani hanno per il loro Paese. Situato al centro della città di Washington, rappresenta la più antica delle installazioni di terraferma della Marina statunitense e copre 65 acri (263000 mq, NdT) di terreno lungo il fiume Anacostia. Costruito inizialmente come un cantiere e una fabbrica di armi, è stato poi venduto al Governo federale. A solo un miglio e mezzo (circa 2,5 km, NdT) dal Capitol (il Campidoglio americano, sede del Congresso, NdT), è finito per diventare un luogo per cerimonie ed eventi, oltre che la residenza di alcuni dignitari della Marina. Il riassetto urbano della fine degli anni ’90 ha trasformato l’area in una zona residenziale di lusso, di cui l’immagine rappresentativa è il grande e moderno edificio che ospita circa 3000 impiegati del Dipartimento della Marina e delle aziende connesse. Lo Yard ospita anche un museo e altre esposizioni.

Il dibattito attorno alle cause che possono portare a simili tragedie è ovviamente già iniziato e, messa da parte l’ipotesi di un atto terroristico che l’FBI per il momento esclude, tre sembrano i motivi che possono essere alla base del continuo ripetersi di questo tipo di eventi.

Innanzitutto, è da prendere in considerazione il comportamento del personale di sicurezza che ha permesso a un individuo sconosciuto di entrare pesantemente armato. Quanto meno questo dimostra che le misure di sicurezza adottate dopo l’11 settembre sono state pericolosamente abbassate o trascurate.

Alcuni individuano un altro possibile motivo nella incapacità del sistema sanitario americano di riconoscere e prendersi cura in concreto dei casi di malattia mentale che possono diventare pericolosi per la sicurezza pubblica. Invece, i grandi nomi che si occupano di queste malattie sono in gran parte interessati alla ricerca farmaceutica e ai trattamenti sperimentali del malato mentale.

Il terzo possibile motivo alla radice di queste tragedie è, naturalmente, il controllo delle armi. La lobby dei fabbricanti d’armi è già attiva anche in questo caso, ma per sapere cosa dirà e cosa diranno i suoi oppositori, si possono andare a rileggere vecchi quotidiani e periodici. Basterà sostituire Navy Yard a uno qualsiasi dei luoghi dove in questi anni ci sono stati attacchi armati contro vittime innocenti e si saprà cosa diranno, perché le discussioni attorno alle armi sono rimaste sempre le stesse.

Qual è la ragione del vergognoso primato americano in questo tipo di tragedie?

Putin ha insinuato che l’incapacità di risolvere questo problema è un esempio della “eccezionalità” americana. Lasciamogli dire quello che vuole. Noi dobbiamo cercare di essere eccezionali in ben altro, in una cultura di preoccupazione e cura per i poveri.

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