Politica, non solo paura e insoddisfazione

La paura e l’insoddisfazione sono come due grandi lenti che hanno finito per condizionare la percezione della realtà politica e sociale

08.01.2019 - Fernando De Haro
folla_gente_shopping_lapresse_2018
LaPresse

La paura e l’insoddisfazione sono come due grandi lenti che hanno finito per condizionare la percezione della realtà, determinando buona parte dell’attualità politica e sociale della Spagna e dell’intera Europa. Il timore e l’insoddisfazione democratica agiscono come inibitori di qualsiasi conoscenza retta dai principi di universalità. Così tendiamo a selezionare quegli aspetti particolari della realtà che sono negativi e che confermano una decisione presa in anticipo.

Cerchiamo, come cittadini per cui il bene comune è un’astrazione, i dati che giustificano il disgusto o che confermano l’incertezza che ci accompagna. L’insicurezza previa funziona come un filtro selettivo che ingrandisce i problemi di rappresentanza popolare, il peso eccessivo delle ideologie che ci sembrano sbagliate, la minaccia dell’immigrazione o qualsiasi cosa che giustifichi il nostro malessere. Viviamo in uno stato di esuberanza irrazionale negativa che silenzia quei particolari aspetti positivi che mantengono ancora in piedi la società, aspetti che sono quantitativamente e qualitativamente più rilevanti.

Il processo di esuberanza irrazionale va crescendo a causa degli attori che hanno bisogno di sfruttare in modo aggressivo i sentimenti. I media generalisti hanno gradualmente abbandonato quella che dovrebbe essere l’agenda più veritiera. Nella stragrande maggioranza di canali tv, radio e giornali, il criterio della razionalità giornalistica che tendeva a distinguere l’importante dall’aneddotico (una traduzione pratica del principio di universalità) è stato sostituito da “l’interessante”. Esso è semplicemente ciò che vende di più o che porta immediatamente più audience. “L’interessante” finisce per essere la particolarità negativa che conferma la pulsione sentimentalmente insicura e insoddisfatta del pubblico. I partiti politici seguono la stessa dinamica. Le nuove formazioni europee, alimentate in misura maggiore o minore dal populismo, sono nate per sfruttare l’irrazionalità e l’insicurezza. I partiti tradizionali, senza certezze civiche, si spostano verso l’esuberanza negativa. L’incertezza iniziale è alimentata da partiti e media che vogliono vendere a tutti i costi.

Il problema, quindi, è di percezione. Abbiamo deciso di non percepire la realtà così com’è. In Spagna ci sono stati tre esempi negli ultimi mesi che mostrano i meccanismi della ‘“esuberanza irrazionale del negativo”. Esempi che si riferiscono all’insicurezza dei cittadini, all’immigrazione e alla sussidiarietà verticale. In uno dei paesi più sicuri al mondo, con uno dei più alti tassi di permanenza in carcere dei detenuti, è bastato un nuovo caso di presunto stupro e omicidio di una giovane donna a Huelva perché gli elettori di tutti i partiti abbiano rafforzato la propria convinzione sul fatto che non bisogna pensare a una riforma dell’ergastolo. Non importa che questo tipo di condanna non fosse prevista per il crimine commesso o che non sarebbe servita a evitarlo. Stiamo parlando di una società per la quale il mistero del male diventa insopportabile e il sentimento di impotenza diventa quasi assoluto.

Qualcosa di simile è successo con l’immigrazione. La Spagna, è vero, ha visto crescere notevolmente il numero di sbarchi nel 2017. In totale sono stati 57.000 gli arrivi che hanno fatto sì che alcuni villaggi, pochi, nel sud dell’Andalusia abbiano sofferto per il trabocco dei centri di accoglienza e per il fatto che diverse migliaia di minori non accompagnati sono finiti in strada. Questi sono problemi seri che richiedono attenzione. Ma dallo Stretto è arrivato in Spagna solamente il 10% di tutti gli immigrati ​​nell’ultimo anno. Un particolare aspetto negativo diventa una categoria a causa dell’inclinazione tra alcuni a vedere una valanga dove non c’è. Gli spagnoli credono che la popolazione immigrata superi il 23% quando pochi mesi fa era sotto il 9%. Ma è bastato che uno dei nuovi partiti abbia sfruttato la paura della scomparsa delle essenze nazionali, in un Paese che ha bisogno di immigrazione, perché la preoccupazione aumentasse considerevolmente.

Allo stesso modo, la rivendicazione della secessione della Catalogna alimenta la sensazione che tutta la Spagna si disgreghi per via di un sistema di decentramento autonomo (nella pratica federale) che, nonostante i suoi difetti, ha portato evidenti benefici. Con correzioni può essere molto utile in una Spagna che non è mai stata giacobinamente centralista.

La soluzione è pre-politica. È necessaria un’esperienza positiva di cittadinanza capace di superare la paura. Molti ce l’hanno, ma, sfortunatamente, di solito la considerano irrilevante. In realtà è il fattore di cambiamento più importante perché consente di vedere le cose nella giusta prospettiva, osservare quanto contano i particolari positivi che ci circondano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA