Dopo il Covid, il Meeting (e anche la tv)

- Giorgio Vittadini

Al Meeting di Rimini 2020 ci sarà anche un talk show live dal titolo “Dopo il Covid. #Quellicheripartono”, che affronterà temi importanti

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Durante la presentazione del Meeting 2020 (Foto R. Masi)

Compare un nuovo format nell’ambito del Meeting di Rimini 2020: un talk show live dal titolo “Dopo il Covid. #Quellicheripartono”, in diretta ogni giorno dal 18 al 23 agosto dalle 19 alle 19:45 sul portale www.meetingrimini.org e www.ilsussidiario.net.

Il talk, a cura di Fondazione per la Sussidiarietà, Alleanza per lo sviluppo sostenibile (ASviS) di Enrico Giovannini, Cassa Depositi e Prestiti e Fondazione Symbola di Ermete Realacci, è condotto dal giornalista televisivo Massimo Bernardini.

Si troverà il coraggio di cambiare? Ci sarà chi è disposto a investire per creare attività imprenditoriali e quindi lavoro? Quale Paese decideremo di lasciare ai nostri figli? Quali sono i problemi ambientali a cui porre subito rimedio, e come? Si comincerà a prendere sul serio il bisogno di emancipazione di tante persone che sono ai margini? In una parola: qualcuno sarà colto dalla passione per il domani, mettendo mani e piedi nel mondo di adesso?

Lungo la settimana ci saranno focus, tra gli altri, su: sussidiarietà, sostenibilità, welfare, sanità, ambiente, lavoro, green economy, gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu e la Laudato sì di papa Francesco.

Si discuterà di tutto questo con ospiti presenti in studio e collegati. Tra gli altri, oltre a Giovannini e Realacci: Franco Bassanini, Luigi Campiglio, Chiara Giaccardi, Mauro Magatti, Franca Maino, Alberto Mingardi, Nando Pagnoncelli, Carlin Petrini, Lucrezia Reichlin, Filippo Santoro, Chiara Saraceno, Andreas Schleicher, Chiara Urbinati, Luciano Violante, Yasmine von Schirnding, Muhammad Yunus, Stefano Zamagni.

La pandemia ha mostrato che uno sviluppo neoliberista che non tiene conto del bene delle persone e dell’ambiente genera disastri. Non per niente l’origine di queste ricorrenti malattie sono luoghi in cui uno sviluppo aggressivo e caotico impone le sue logiche a discapito di minime condizioni di igiene, inquinamento, precauzione alimentare.

“La pandemia ha dato il colpo di grazia all’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo. La situazione è molto preoccupante”, ha detto Enrico Giovannini, che ha aggiunto: “Come ASviS aggiorniamo con regolarità quel che accade rispetto ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile indicati nell’Agenda 2030 dell’Onu. Ebbene, il post emergenza mostra un presente drammatico”.

In ogni caso, il talk del Meeting cercherà di avere un approccio diverso da quello colpevolizzante e negativo che in genere prevale quando si parla di questi temi. L’obiettivo sarà innanzitutto cercare di conoscere e poi capire quale prospettiva costruibile può aprirsi sui diversi problemi.

Legare la sostenibilità a una utopica descrescita felice significherebbe la sconfitta, in particolare dei più deboli. Un modello di sviluppo più umano non è quello in cui le persone cercano di limitare la propria iniziativa, ma quello in cui la loro ragione e il loro cuore si spalancano. Come suggerisce il titolo del Meeting di quest’anno: “Privi di meraviglia restiamo sordi al sublime”. Il contrario significherebbe limitare il desiderio delle persone e allontanare la possibilità di trovare soluzione ai problemi.

Lo stupore per la bellezza, intrinseca della realtà, quella descritta da Luigi Giussani ne Il senso religioso, è il motore della sostenibilità. Lo stesso desiderio che fa aiutare le persone più bisognose, amare gli animali e le cime alpine, spinge a lavorare, a utilizzare energia pulita, a volere un lavoro per tutti, a rispettare la vita di ognuno, anche dei vecchi e dei deboli. E questo non avviene smettendo di impegnarsi. Anzi. È lavorando, utilizzando al meglio tecnologia e progresso che possiamo trovare un’occupazione per quante più persone possibile, salvare Venezia, scegliere energie non inquinanti, costruire città più ecocompatibili, utilizzare il legno senza distruggere le foreste. E tutto questo non può essere fatto dall’alto in basso, da uomini soli al comando, dalle piattaforme informatiche che chiedono il parere ai cittadini in eterni sondaggi, distruggendo i corpi intermedi, mortificano democrazia e Parlamento.

Occorre più cultura sussidiaria e un risveglio dei corpi intermedi che, come dice ancora Enrico Giovannini, sono “un tappeto elastico che protegge la persone in caduta libera ma, proprio per la sua caratteristica di elasticità, le fa rimbalzare in avanti”. Dunque, da un lato occorre garantire ai più fragili un soccorso concreto e dall’altro offrire loro l’opportunità di rimettersi in gioco, per uscire dalla dannosa esperienza di sentirsi abbandonati. La grande sfida è a questo livello: mettersi insieme, cooperare.

Forse in questo modo potremmo riscoprire tante risorse nascoste. “C’è un’Italia che non ti aspetti, leader in mercati strategici dello sviluppo sostenibile – spiega Ermete Realacci –, gli eccellenti risultati sono nei cromosomi del nostro sistema produttivo, Creativo, innovativo, resiliente. Non è un caso che prestigiose università studiano il modo di operare di molte imprese italiane per comprendere come riescono a produrre eccellenze. Insomma, a livello internazionale ci incoronano. Noi fatichiamo a renderci conto della nostra qualità”.

Scopriamolo insieme per essere quelli che dopo la tragedia del Covid ripartono.

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