Per andare a scuola ci vuole carattere…

- Giorgio Vittadini

Gli studenti del prossimo esame di Stato verranno valutati anche sulla base del “curriculum dello studente”. Si tratta di una rivoluzione. Ecco perché

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Esame di Stato in una scuola di Bergamo (LaPresse)

“Gli esami non finiscono mai”, ammoniva una celebre commedia di Eduardo De Filippo.

Ma c’è un momento epico che ha coinvolto i giovani di tutte le generazioni. L’esame di Stato al termine delle scuole superiori, meglio noto come “esame di maturità”. Un rito di passaggio verso l’università o il mondo del lavoro.

In questa tornata i candidati sono circa 500mila sparsi in tutta la Penisola.

Dal 2021 – proprio nell’anno del Covid e della didattica a distanza – c’è un’importante novità. Fa il suo esordio, infatti, il “curriculum dello studente”.

È un documento digitale che ripercorre il percorso scolastico e le competenze acquisite dai candidati. La legge prevede che i commissari ne debbano tenere conto nell’esprimere il giudizio finale.

A prima vista il nuovo certificato può sembrare un ulteriore “pezzo di carta”. Ma non è affatto così.

Il curriculum dello studente contiene un seme destinato a produrre preziosi frutti in futuro. Nel documento sono infatti incluse le attività extrascolastiche, “in ambito professionale, sportivo, musicale, culturale e artistico, di cittadinanza attiva e di volontariato”. E le esperienze di alternanza scuola-lavoro.

Si tratta di una piccola rivoluzione. Saranno considerati non solo gli aspetti cognitivi, appresi in aula, ma anche quelli legati alla personalità, noti come “character skills”.

Un recente studio (Viaggio nelle character skills, a cura di G. Chiosso, A.M. Poggi e G. Vittadini, Il Mulino) ha dimostrato che proprio gli aspetti non cognitivi – quali l’apertura mentale, la capacità di collaborare, lo spirito di iniziativa – sono fattori cruciali nell’apprendimento, nel lavoro e nella vita sociale. Ad esempio, all’incremento di un punto nella stabilità interiore (coscienziosità e apertura all’esperienza) corrisponde un aumento di 12 punti sul voto Invalsi.

L’anno tragico della pandemia segnerà così un nuovo inizio per la scuola italiana. L’era delle competenze non cognitive.

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