Il Pnrr (ri)parte dall’Agenda Colao

- Gianni Credit

L’Agenda Colao emerge come duplice pedana di lancio per il Pnrr: politica (di cambio di passo nel governo dell’emergenza) e tecnica

cloud italiano
Vittorio Colao (LaPresse)

Il Pnrr parte dalla transizione digitale affidata a Vittorio Colao. Non è stato casuale che l’annuncio dell’arrivo in Italia dei primi 24 miliardi dal Recovery Fund – previsto per il mese di luglio – sia coinciso con la messa in cantiere dei primi progetti sulla digitalizzazione della Pa: che Colao si è impegnato a dotare di un “cloud” unico entro diciotto mesi (non diciotto anni).

È questo l’approccio evidente di un top manager internazionale come l’ex amministratore delegato di Vodafone: che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva persuaso già un anno fa l’allora premier Giuseppe Conte a porre alla guida del laboratorio politico-economico per le strategie di recovery economica post-Covid. Colao ha prodotto fin da allora la sua “Agenda”: che ha incluso da subito tutte le linee strategiche nel Next Generation Eu, poi affidate dal nuovo Premier Mario Draghi, nei diversi campi dell’ecosostenibilità, ai ministri Roberto Cingolani ed Enrico Giovannini.  È comunque l’Agenda Colao che il nuovo Governo si è ritrovata sul tavolo: completa e pronta all’uso per la cabina di regia costituita a palazzo Chigi.

L’Agenda Colao emerge quindi come duplice pedana di lancio per il Pnrr: politica (di cambio di passo nel governo dell’emergenza) e tecnica. La digitalizzazione dell’Azienda-Italia è la “madre” di tutte le sfide e quella della Pa ne è il cuore. Lo Stato non può che partire da se stesso: dalle piattaforme che il Governo ha sotto diretto controllo. È il campo d’azione sul quale l’esecutivo può “dare l’esempio”. Può indicare e promuovere in modo efficace i due cambi di format imposti dalla svolta digitale: la priorità data alle infrastrutture di nuova generazione, tecnologiche e capillarmente diffuse; e il partenariato strutturale fra poteri pubblici e imprese di mercato.

Nulla come la digitalizzazione ha un obiettivo compiutamente politico: il “digital divide” non è una diseguaglianza socioeconomica inferiore o laterale a quelle di occupazione, reddito e welfare. È anzi la prima “dispari opportunità” che ancora taglia trasversalmente il sistema-Paese. L’Agenda Colao è la punta di lancia di una strategia che vuole ricostruire “pari opportunità” verso l’alto: creando – dalla scuola all’impresa (soprattutto quella nuova, giovanile) – gradi di competitività adeguati al New Norrnal che seguirà l’emergenza-Covid. Di cui oggi è noto soltanto che sarà più impegnativo di tutti i New Normal che si sono succeduti finora: dal post-1945 al post-2008.

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