Promemoria per gli smemorati

- Marco Pozza

Cristo non lasciò soli i discepoli. Garantì loro non solo la sua presenza, ma anche la memoria: ci avrebbe pensato lo Spirito Santo. E parlò loro di pace

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Antelami, capitello con scene della Genesi (1178)

Anche questo aveva previsto: un drastico calo di memoria negli amici suoi appena li avrebbe (ri)lasciati al loro trabattare quotidiano. Oppure, mentre stava con loro dopo la Risurrezione, li avrà visti così impegnati a prendere appunti, sul come fare a vivere nel mondo senza farsi vivere dal mondo, che giocò d’anticipo per l’ennesima volta. “Non preoccupatevi di scrivere tutto – pare di sentirlo –: per adesso è importante che comprendiate ciò che vi voglio dire. Poi ci penserà lo Spirito Santo a passarvi gli appunti, ricordandovi ogni cosa”. 

Come un professore appassionato che, di fronte ad un uditorio di cuori sbarazzini, mette pace in cuor loro: “Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa, vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto”. 

Sapeva, quel belluomo del Risorto, come son fatti gli amici suoi: fosse stata la loro vita un video ripreso in diretta mentre accadevano i fatti, c’era il rischio che poi, in fase di ricordo, avessero fatto i furbi, come si fa i furbi nel momento della post-produzione. Per questo si affrettò a chiarire che lo Spirito avrebbe garantito che non ci fossero manomissioni nella loro memoria. 

E il lavoro dello Spirito, sentito spiegare dalla viva voce del Cristo, è uno dei più belli: passa la mano sopra delle vecchie fotografie impolverate e, creando una tempesta di emozioni, ti riporta contemporaneo ai giorni in cui quelle fotografie sono state scattate. Tiberiade, Monte Tabor, Cesare di Filippo, Cana di Galilea, Magdala, Betània, Gerusalemme.

Cristoddìo, fra poco, se ne andrà per sempre da quaggiù. Non sarà, però, un “abbandono di minori”: è che se Lui non partisse, l’uomo non inizierebbe mai a camminare con le sue gambe. “Tanto, ci penserà Dio a sistemare le cose!”, continuerebbe a ragionare, decidendo di viver a scrocco, una sorta di rimorchio attaccato alla locomotiva Cristo. Che, invece, desidera come nessun’altra cosa al mondo che l’uomo accetti di vivere mantenuto da Dio, “tenuto-per-mano” da Dio stesso, ch’è il contrario prospettico del vivere a rimorchio. 

Partirà, dunque, perché chi ama per davvero non accetterà mai di seguire nessuna persona, ma dal momento che la sia ama profondamente, si sceglierà di seguire il cammino che lei ha percorso. Ma prima d’andare, come una buona mamma, si preoccupa che i figli non siano troppo indaffarati a ricordarsi tutto quello che dovranno fare in sua assenza: abbeverare i fiori, far in modo che il gattino non muoia di fame, assicurarsi che la corrente del freezer sia accesa, ricordarsi di spegnere la luce quando si esce. “Ti ho scritto tutto nel post-it, non ti preoccupare!”. Soprattutto dell’ultima: “La sera, se ti ricordi di mandare un messaggio per dirmi com’è andata la giornata, ti ringrazio. Così sono tranquilla!”. Questione di attimi, non di giorni.

Prima di andare via – siccome non sarà un abbandono – lascia scritto per gli amici un memorandum: “Non sia turbato il vostro cuore (…) Vi lascio la pace, vi do la mia pace”. Perché, d’ora innanzi, gli uomini e le donne si divideranno in due gruppi: quelli con le palme delle mani aperte e quelli coi pugni chiusi. Da come terremo le mani, il mondo ci riconoscerà: “Sono di Dio, son di Satàn”. Piccolo particolare, tanto per ricordare agli amici che, alla fine, non è vero che anche le galline nuove fanno buon brodo: “Non come la dà il mondo, io la do a voi” (cfr Lc 14,23-29). La sua pace sarà un invito ad andare in guerra, altro che una pubblicità dei sofà in pelle morbidosa: in guerra a fare guerra alla guerra, perché la pace vinca. 

Il mondo, senza Lui a risolvere la confusione, non sarà mai del tutto comprensibile: non lo è stato nemmeno con il suo Dio. La cosa curiosa, però, è che sarà sempre abbracciabile: e questo non è poca cosa. Non ci sarà nulla da temere, dunque: “Ti tengo per mano io, fidati!” è il promemoria dello Spirito per gli amici smemorati. “Accompagnami tu, sì! Perché sono di una fragilità ch’è enorme!”.

Dice loro tutte queste belle cose prima che queste accadano, perché dirle dopo che sono accadute sono capaci tutti. Anticiparle, spiegando perché le cose debbano accadere, è assicurarsi che il cuore non vada fuori giri. Oltreché essere di un’onestà impareggiabile. È l’amore.

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