INTERVISTATI / Pietro Barcellona

Pietro Barcellona (1936-2013). Docente di diritto privato e di filosofia del diritto nell'Università di Catania, membro del Consiglio superiore della magistratura dal 1976 al 1979, è stato eletto deputato nel 1979 nelle liste del Pci e fino al 1983 ha fatto parte della Commissione giustizia della Camera. Di formazione teorica materialista, è stato stretto collaboratore di Pietro Ingrao, con il quale ha animato il cenacolo di intellettuali fondato su iniziativa del Pci, il Centro per la riforma dello Stato, di cui è stato direttore dal 1993 al 1996. E' stato un critico risoluto dell'approccio individualista ed economicista proprio della cultura occidentale, mentre in campo giuridico ha analizzato attraverso i paradigmi marxisti gli istituti fondamentali del diritto privato. Nel 2010 ha maturato un riavvicinamento a una visione religiosa dell’esistenza. E' autore di 94 pubblicazioni, divulgative e scientifiche, oltre a centinaia di articoli. Feed Rss

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ELUANA/ Barcellona: i giudici non possono creare le norme. La scienza? In questi casi farebbe bene a tacere

Nel giorno del compleanno di Eluana, Ilsussidiario.net ha parlato del caso Englaro con Pietro Barcellona. La vicenda raccoglie tutte le contraddizioni di un’impostazione culturale che ha smarrito il significato della persona e dell’interiorità, che non sa più quali sono i compiti della legge e i limiti della scienza. «La tesi si riduce a questo: la vita è mia e sono io a decidere. Ma questo potere non ce l’ha nessuno, nemmeno l’interessato, perché io non sono padrone della mia vita. E nemmeno lo è la scienza». VOTA IL SONDAGGIO.

GIUSTIZIA/ Quella riforma intellettuale e morale che il paese attende

Il conflitto tra politica e magistratura, la rivoluzione giudiziaria, la riforma della giustizia nel nostro paese. Ilsussidiario.net ne ha parlato con PIETRO BARCELLONA, ex membro del Csm e docente di Filosofia del diritto all’Università di Catania. «Si è smarrito il senso dell’appartenenza ideale, del battersi per qualcosa che va oltre il proprio particolarissimo interesse»