10 suore uccise dai sovietici fra i nuovi beati/ Una venne violentata da 30 militari

- Davide Giancristofaro Alberti

Dieci suore trucidate dai sovietici sono state inserite fra i nuovi beati come voluto da Papa Francesco: fra queste anche una sorella violentata da 30 militari

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Ci sono anche dieci suore trucidate dai soldati sovietici nel 1945 fra i nuovi beati. Lo ha autorizzato Papa Francesco nel corso di un’udienza concessa al cardinale Marcello Semeraro, il prefetto della Congregazione delle cause dei santi, dando il via alla promulgazione dei decreti in merito al miracolo che si è verificato nel 1985 per il martirio delle sorelle e l’intercessione di un gesuita tedesco vissuto nel 17esimo secolo. Nel contempo il Santo Padre ha dato il suo personale via libera anche ai decreti sulle virtù eroiche di cinque persone che diventano Venerabili, leggasi don Severino Fabriani (1792-1857), suor Orsola Donati (1849-1935), la religiosa polacca Angela Rosa Godecka (1861-1937), quella spagnola Maria Stella di Gesù (Maria Aurelia Iglesias Fidalgo 1899-1982) e uno dei padri fondatori dell’Europa unita, Robert Schuman.

Tornando alle dieci suore martiri di cui sopra, si tratta di un gruppo di consorelle che vennero uccise in odio alla fede, in Polonia, quando l’esercito sovietico invase la nazione contesa dalla Germania e appunto dal blocco est. Fra loro anche la povera Maria Rosaria Schilling, che è stata violentata da una trentina di soldati prima di essere uccisa il giorno seguente. Come ricorda il sito della Congregazione vaticana, i militari dell’Unione Sovietica «erano indottrinati con la cultura marxista», e «l’atteggiamento ostile verso la fede si manifestava anche con gesti di profanazione». Così «lo stupro divenne un’arma di umiliazione», e «particolarmente feroci furono le violenze rivolte verso chi indossava l’abito religioso».

SUORE TRUCIDATE DAI SOVIETIVI FRA I NUOVI MARTIRI: INDICATI ANCHE I NUOVI VENERANDI

Per quanto riguarda i Venerandi, invece, merita attenzione la storia di don Severino Fabriani, fondatore della Congregazione delle “Figlie della Provvidenza per le Sordomute”, nato in quel del modenese e che nel 1822, all’età di 30 anni, venne colpito da afasia e perse la voce. Un evento che lo toccò in maniera profonda, privandolo di poter esercitare il ministero sacerdotale. Questo suo “handicap” lo avvicinò però al mondo dei sordomuti e e assieme a tre maestre diede quindi vita alle “Figlie della Provvidenza per le Sordomute”, con lo scopo di educare ragazze afflitte da sordomutismo.



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