13enne rapita e costretta a matrimonio islamico/ Corte Pakistan “conversione libera”

- Paolo Vites

Una ragazzina cattolica di tredici anni è stata rapita in Pakistan e costretta a convertirsi all’Islam e a sposare un uomo di 44 anni

Donne col velo islamico
Donne col velo islamico (LaPresse, 2019)

E’ una usanza comune in Pakistan, quella di rapire ragazzine minorenni di minoranze religiose, in special modo i cristiani, costringere a una conversione forzata e infine obbligarle a sposare uomini maggiori loro anche di molti anni. Il tutto avviene con il disinteresse o addirittura l’appoggio delle autorità di giustizia. L’ultimo caso riguarda una ragazzina tredicenne, Arzoo Raja, scomparsa di casa lo scorso 13 ottobre. Due giorni dopo la polizia ha informato la famiglia che la figlia in realtà era maggiorenne e che si era convertita all’Islam, sposando un uomo di 44 anni. Tutto ovviamente falso: la famiglia ha mostrato i documenti della figlia che indicano la sua vera età, 13 anni, ma non solo: come ha potuto in solo due giorni convertirsi all’Islam liberamente? Il 27 ottobre Arzoo è comparsa davanti all’Alta corte del Sindh a Karachi testimoniando di essersi convertita liberamente alla fede islamica.  Il tribunale ha emesso un ordine di convalida del matrimonio dichiarando che la giovane aveva acconsentito liberamente alla conversione e al matrimonio: “Il firmatario inizialmente apparteneva alla religione cristiana. Tuttavia, dopo il passare del tempo, la firmataria ha compreso e realizzato che l’Islam è una religione universale e ha chiesto ai suoi genitori e ad altri membri della famiglia di abbracciare l’Islam, ma hanno categoricamente rifiutato” ha detto la corte.

LE MENZOGNE DEL TRIBUNALE

Il suo nome adesso è Arzoo Fatima. Il tribunale ha anche ammonito la polizia per aver osato indagare sul conto del rapitore. Scortata via dalla polizia, non è stato permesso ai suoi genitori di vederla.  Ricomparirà in tribunale il prossimo 11 novembre. In seguito al rapimento della figlia e alle loro proteste entrambi i genitori hanno perso il lavoro e ricevuto minacce dalla famiglia del rapitore.  Il presidente del Movimento interreligioso per la tolleranza ha denunciato il verdetto: “Sono angosciato e deluso dalla posizione assunta dall’onorevole corte. Un atto sessuale con un minore è un crimine anche se lei lo desidera. Il tribunale ha convalidato uno stupro nonostante il Sindh Child Marriage Restraint Act 2014 che punisce gli appaltatori di matrimoni precoci con una reclusione fino a tre anni”. Proteste si sono verificate a Karachi e Lahore contro le conversioni e i matrimoni forzati e il cardinale Joseph Coutts di Karachi ha invitato i cristiani a protestare nuovamente il 28 ottobre contro il rapimento di Arzoo Raja. Casi simili si sono registrati di recente. Due minorenni cattoliche sono state rapite da uomini musulmani, costrette a conversione e matrimoni forzati convalidati dai tribunali. Una di queste, rapita a 15 anni nel 2019, attualmente incinta, vive imprigionata in una stanza singola nella casa del rapitore.

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