13enne si suicida con cavo elettrico a Roma/ Bullismo o sfida social finita male?

- Alessandro Nidi

13enne suicida a Roma con un cavo elettrico: choc a Torpignattara, la madre accusa le amiche della figlia di bullismo. Gli inquirenti non escludono altre piste

sassuolo
Immagine di repertorio (LaPresse, 2019)

È un’autentica tragedia quella che si è consumata nella serata di domenica 6 giugno a Roma, nel quartiere Torpignattara, dove una 13enne si è suicidata con un cavo elettrico stretto attorno al collo e fissato a una mensola della sua stanza, che da luogo di studio e di svago si è tramutata ben presto in un teatro di morte e disperazione. Laura, questo il nome della ragazzina, ha deciso di farla finita intorno a mezzanotte. I suoi genitori si sono separati e la mamma lavora come addetta alle pulizie presso un pub non distante dal loro appartamento: diciamo questo perché la donna ha fatto ritorno nell’abitazione verso le 23.45 e si è recata nella camera della figlia per darle la buonanotte.

In quel momento, è iniziato il dramma, descritto a “Il Messaggero” da un vicino di casa, di nome Massimo: “L’abbiamo sentito urlare come una disperata. Siamo volati in casa, abbiamo provato il tutto e per tutto per salvare Laura, così come sanitari dell’ambulanza. Ho provato io stesso a rianimarla, ma non c’è stato niente da fare, perché la bambina era già fredda”. Una testimonianza agghiacciante, per una tragedia sulla quale si stagliano le ombre lunghe di un bullismo reiterato, che sarebbe stato effettuato da alcune compagne di classe all’indirizzo della ragazzina.

13ENNE SUICIDA A ROMA: INDAGINI IN CORSO

A parlare di bullismo è stata proprio la madre della 13enne morta suicida a Roma, descrivendo passo dopo passo su Facebook quello che sua figlia aveva vissuto: “Le sue migliori amiche l’avevano esclusa e bullizzata. Dopo che aveva discusso con una di loro, per un malinteso, mia figlia era stata isolata. La prendevano in giro, l’avevano messa nel mirino. Per questo ho insistito tanto perché cambiasse sezione a scuola, ma quelle ragazzine non la lasciavano in pace e nei giorni scorsi si erano rifatte sotto”. Una ricostruzione che denuncia ancora una volta un fenomeno ahinoi dilagante in Italia, che tende spesso a rimanere nascosto, almeno sino a quando gli eventi non precipitano, come nel caso della povera Laura. Le parole possono ferire più di un coltello e anche questa volta potrebbero avere mietuto una vittima. Gli inquirenti, tuttavia, stanno conducendo un’indagine a tutto tondo, che comprende anche il percorso di vita e di salute della ragazzina, che era in cura dagli psicologi dell’Umberto I e che aveva già manifestato in passato – riporta “Il Giornale” – disturbi autolesionisti. Intanto, le forze dell’ordine hanno sequestrato pc e computer: non si esclude che il suicidio possa essere derivato da una sfida social finita in dramma.



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