MARIA CHIARA PREVITALI MORTA PER OVERDOSE A 18 ANNI/ Dubbi su versione del fidanzato

- Davide Giancristofaro Alberti

Maria Chiara Previtali, morta a 18 anni per overdose di eroina: il fidanzato è indagato per omissione di soccorso. I dubbi sulla sua versione e sul rapporto con la ragazza

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(LaPresse)

Non sono ancora chiare le circostanze che hanno portato alla morte Maria Chiara Previtali. Le potrebbe conoscere Francesco, che ha parlato di un regalo per i 18 anni della ragazza che “amava”. I due avevano festeggiato insieme e passato la notte da lui. “Quando mi sono svegliato era bianca, ho cercato di svegliarla. Lei non rispondeva”, ha raccontato agli inquirenti. A La Vita in Diretta ha poi raccontato: “L’unica cosa che mi rimprovero è di non averli chiamati prima”. Per la Procura resta da capire cosa sia successo nelle due ore precedenti. Il procuratore capo di Terni, Alberto Liguori, vuole andare fino in fondo alla verità. “Che sia stato o no un regalo di maturità, noi faremo di tutto per capire chi ha fatto questo dono, chi lo ha confezionato, chi lo ha venduto, per fare a lui, o a loro, a nostra volta un regalo”. Intanto si attendono i risultati dell’autopsia per capire quale sostanza o quale mix abbia ucciso la ragazza. E se la dinamica corrisponde a quella raccontata dal fidanzato, indagato per omissione di soccorso, o no.

I DUBBI SU VERSIONE DEL FIDANZATO

L’avvocato della famiglia di Maria Chiara Previtali ha evidenziato i dubbi: “I ragazzi sarebbero stati il giorno prima a Roma a prendere la sostanza. Poi lei è andata a un apericena per festeggiare, prima di andare a casa di lui. Ma le amiche l’hanno vista già alterata”. L’amico della 18enne non crede a nulla di quello che racconta Francesco, tra cui la circostanza secondo cui la ragazza si drogava per problemi in famiglia. “Se non fosse stata con lui adesso sarebbe qui. Era fantastica, la migliore fra tutti. Allegra. Sportiva. Mai una canna. Anche la puzza di sigaretta le dava fastidio”. Il ragazzo, come riportato dal Corriere della Sera, ha raccontato che non era più lei da quando aveva conosciuto Francesco. “La droga parlava al suo posto”. Il giovane non crede neppure al colpo di fulmine: “Non era amore, era droga. Una persona li aveva messi in contatto e da quel momento lei non c’era più”. Ora il padre della ragazza, dirigente della comunità terapeutica Incontro, è stretto nel dolore alla moglie e al fratello maggiore di Maria Chiara.

MARIA CHIARA PREVITALI MORTA PER OVERDOSE A 18 ANNI

E’ morta a causa di una overdose di eroina Maria Chiara, la giovane 18enne che è stata trovata senza vita nel suo letto sabato scorso, poche ore dopo aver festeggiato il 18esimo compleanno, in quel di Amelia, in provincia di Terni. Come riferiscono i colleghi de Il Messaggero, la dose di eroina che la stessa giovane ha ingerito è risultata fatale, nonostante fosse la prima volta per lei. A raccontare come è andato il tutto è stato Francesco, il fidanzato della 18enne di Amelia, che è ora indagato per omissione di soccorso: “Era il regalo che aveva chiesto per il suo compleanno – ha spiegato lo stesso davanti ai carabinieri della compagnia locale – per lei era la prima volta”. Il giovane è stato ascoltato per ben sei ore dagli inquirenti per cercare di ricostruire nel dettaglio come aveva passato la giornata prima della morte della fidanzata. Francesco è sotto choc, continua a rimproverarsi per aver regalato a Maria Chiara una dose di eroina, come la stessa desiderava da tempo, ma purtroppo non si torna più indietro.

UN BUCO DI DUE ORE PRIMA DELLA CHIAMATA DEI SOCCORSI

I due si erano recati assieme ad acquistare la “roba” venerdì scorso, dopo aver preso il treno per Roma dalla stazione di Attigliano, e aver poi raggiunto i luoghi dello spaccio. Attorno all’ora di pranzo la coppia aveva deciso di iniettarsi l’eroina, quindi il ritorno ad Amelia, nella provincia di Terni. Pare che Maria Chiara iniziasse già a non sentirsi bene, ma nonostante tutto si sarebbe recata con delle amiche per l’aperitivo, mentre il suo fidanzato tornava a casa. Poi la mattina seguente è successo quello che tristemente e noto: il ragazzo ha provato a svegliare la giovane che però non rispondeva. Ed è proprio in questo passaggio che gli inquirenti gli imputano la mancanza di soccorso, visto che fra la prima chiamata e quella al 118 sarebbero passate ben due ore come scrive Il Messaggero. Tutti i dettagli sono al vaglio dei carabinieri e dei pm che stanno continuando ad indagare.

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