19enne suicida dopo Tredici/ “Netflix ha distrutto mia famiglia, via la scena? Tardi”

- Emanuela Longo

La serie Tredici avrebbe indotto al suicidio di una 19enne, il dolore della madre che accusa Netflix “scena tagliata? Troppo poco e troppo tardi!”

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Tredici, serie tv (Wikipedia)

E’ di qualche giorno fa la notizia secondo cui Netflix ha deciso di tagliare la scena del suicidio dalla serie Tredici. Considerato certamente uno degli show più controversi, ad aver visto gli episodi di Tredici è stata anche la 19enne Emily Bragg, nel 2017. Sin da subito, la madre Joyce Deithorn pregò affinché la figlia, in cura per un disturbo bipolare e altre problemi psicologici, smettesse di guardare quella serie. La donna riteneva infatti che quella serie fosse altamente dannosa per la giovane, e non aveva tutti i torni: il 24 giugno di due anni fa, Emily si suicidò nel medesimo modo di Hannah, la protagonista dello show. “Sono stata io a trovarla”, ha spiegato in lacrime la madre a BuzzFeed News. “Credo che quello show sia stato davvero l’ultima cosa che l’ha spinta oltre il limite”. Gli esperti hanno spiegato quanto sia difficile trovare i motivi che spingono al suicidio, ma certamente hanno messo in guardia coloro che sono affetti da disturbi mentali a guardare gli episodi, in cui viene raccontato un “suicidio affascinante”. Critiche che sembrerebbero aver colpito nel segno al punto che Netflix ha annunciato a sorpresa la decisione di rimuovere la scena del suicidio apparsa nella prima stagione su consiglio degli stessi esperti di salute mentale. Ma per Deithorn, madre della 19enne suicida, “è troppo poco, troppo tardi”. La donna è certa che Netflix abbia compreso l’errore.

TREDICI, NETFLIX CAMBIA SCENA DEL SUICIDIO

Al centro della serie Tredici, c’è la storia di Hannah Baker, giovane che prima di suicidarsi lascia una serie di cassette ai suoi compagni. Inizialmente, nell’ultimo episodio della prima stagione si vide il suicidio di Hannah, scena fortemente criticata, ma la produttrice si giustificò: “Mi sento come se i bambini dovessero sapere che molto di ciò che stanno attraversando è universale”. Secondo le linee guida generali sulla salute mentale della American Psychiatric Association, “la rappresentazione realistica della malattia mentale in televisione e nei film può essere un modo efficace per ridurre lo stigma intorno alle questioni psichiatriche”, ma al tempo stesso avverte che “può essere preoccupante se tali ritratti non mostrare opzioni per il trattamento”. Ora che Tredici si avvia verso la sua terza stagione, nella piattaforma streaming di Netflix la scena di tre minuti nella prima stagione è stata sostituita con una decisamente più breve e modificata in cui si vedono i genitori disperati quando scoprono il corpo senza vita della figlia. Un cambiamento importante in quanto focalizza l’attenzione sulle emozioni e su come le azioni della ragazzina hanno influenzato chi le sta attorno.

LA RABBIA DELLA MADRE DI UNA 19ENNE SUICIDA

A tale modifica, gli sceneggiatori hanno lavorato a stretto contatto con la dottoressa Moutier, a capo della Fondazione americana per la prevenzione dei suicidi. Proprio i pareri emersi dai vari studi hanno contribuito alla decisione di Netflix. Dopo tale scelta, anche i più critici si sono detti dalla parte della piattaforma di streaming, ma tra questi non figura la signora Deithorn, che invece attribuisce la colpa della morte di sua figlia proprio alla serie. “Ha distrutto la mia famiglia e stiamo ancora rimettendo insieme le nostre vite”, ha spiegato. Un portavoce di Netflix, al medesimo portale ha voluto porgere le sue condoglianze alla famiglia della ragazza suicida: “I nostri cuori vanno a questa famiglia”. E sulla decisione presa, “Abbiamo tenuto conto del dibattito in corso intorno allo show, che include le voci di spettatori, esperti e genitori”. Ma la donna ha proseguito: “Non conosceranno mai la grandezza di ciò che hanno fatto a me stesso e alla mia famiglia”.

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