23enne morto affogato al Lago di Garda/ Baby Gang lo rapina mentre sta annegando

- Davide Giancristofaro Alberti

Fa paura la baby gang del lago di Garda, un gruppo di ragazzi fra i 16 e i 20 anni, che sta terrorizzando i bagnanti di Castelnuovo: ecco l’ultimo episodio

baby gang milano
Immagini di repertorio

C’è un serio problema baby gang sul Lago di Garda: nel weekend una ventina di ragazzi fra i 16 e i 20 anni, alcuni quindi minorenni, si presentano sulle spiagge del Campanello, a Castelnuovo del Garda, dando vita ad azioni criminali come furti, minacce e atti vandalici. L’ultimo episodio si è verificato poche ore fa, nella giornata di venerdì scorso, 18 giugno, quando il gruppo di delinquenti di cui sopra si è reso protagonista di un’azione davvero becera: un furto ai danni di un morto. Un 23enne aveva deciso di tuffarsi da uno dei pontili che si trovano di fronte al Campanello, ma dopo essere entrato in acqua non è più riuscito a riemergere.

I bagnanti, che si sono accorti che qualcosa stesse succedendo, hanno immediatamente allertato i soccorsi, ma nonostante l’intervento del 118 il giovane non ce l’ha fatta e ne è stato dichiarato il decesso. E’ in quei momenti concitati che è entrata in azione la baby gang del Lago di Garda, che approfittando del fatto che la loro vittima stesse affogando, gli ha portato via lo zaino, oltre agli effetti personali di altri bagnanti che stavano dando una mano al 23enne.

BABY GANG TERRORIZZA IL LAGO DI GARDA: “CERCANO LO SCONTRO CON GLI AGENTI”

A complicare la situazione il fatto che questi ragazzi non hanno paura nemmeno delle forze dell’ordine: “Questi ragazzi cercano lo scontro con gli agenti, non hanno paura. Li insultano, li provocano e spesso avvengono vere e proprie risse”, denuncia il primo cittadino di Castelnuovo, sottolineando come domenica scorsa alcuni giovani hanno picchiato degli agenti della Polfer, bloccando il treno e occupando i binari.

“Arrivano dalla Lombardia, spesso da Brescia e Milano – ha proseguito il sindaco – con treni regionali del tardo mattino e del primo pomeriggio. Si dirigono alla spiaggia libera che è ormai il loro territorio: minacciano i bagnanti, gli aizzano contro i cani e lanciano sabbia fino a quando la gente non va via. Nel fine settimana arrivano anche in 300 o 400. Si danno appuntamento in chat e poi tornano a casa con l’ultimo treno”. Una situazione che sta diventando invivibile.



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