34 donne denunciano Pornhub “video nostri stupri online”/ Usa, coinvolte anche minori

- Emanuela Longo

Negli Usa 34 donne hanno denunciato Pornhub per aver pubblicato sulla sua piattaforma i video dei loro stupri e delle violenze

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Pornhub

Pornhub finisce di nuovo nei guai dopo la denuncia da parte di 34 donne in California che accusano la piattaforma gestita dalla società MindGeek di aver pubblicato video che riprendono i loro stupri, abusi e violenze, ovviamente senza il loro consenso. Le donne che hanno deciso di fare causa a Pornhub sono supportate da una squadra di avvocati i quali, come sottolinea Corriere della Sera, hanno ribadito come l’obiettivo della loro azione legale non siano né la pornografia né i contenuti a sfondo sessuale, bensì una “classica impresa criminale” basata su un modello di business legato allo sfruttamento a scopo di lucro di contenuti sessuali non consensuali.

Tra queste donne, ben 14 sarebbero state minorenni all’epoca dei video e per questo l’accusa sarebbe di “traffico sessuale di minori”. Di fronte alle gravissime accuse, la società MindGeek è prontamente intervenuta definendole “totalmente assurde” e “categoricamente false”. Non la penserebbero così le denuncianti e i loro avvocati per i quali Pornhub avrebbe approfittato dei video caricati dai fidanzati o da molestatori a loro insaputa. Per questo chiedono ora il risarcimento per i danni subiti.

34 DONNE DENUNCIANO PORNHUB: I VIDEO DELLE VIOLENZE SUL SITO

Tra le 34 donne che hanno denunciato Pornhub, solo una ha deciso di metterci la faccia e si uscire dall’anonimato. Si tratta di Serena Fleites che ai media ha raccontato di aver scoperto nel 2014 della presenza su Pornhub di un video “sessualmente esplicito” che il suo ragazzo l’aveva costretta a girare quando aveva solo 13 anni. Sebbene il titolo del filmato messo online esplicitasse la minore età della protagonista, lo stesso è rimasto sul sito fino a quando la ragazza ne ha chiesto l’eliminazione fingendo di essere la madre. Tra la richiesta e l’eliminazione del filmato però sarebbero trascorse diverse settimane in cui il video della violenza è rimasto online fruibile dagli utenti della piattaforma. Il giornalista statunitense Nicholas Kristof ha inoltre fatto notare che “a differenza di YouTube, Pornhub permette di scaricare i video direttamente dal suo sito web. Quindi, anche se un video di uno stupro viene rimosso su richiesta delle autorità, potrebbe essere già troppo tardi: il video continua a vivere quando viene condiviso con gli altri o caricato altre volte”.



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