36.000 morti in meno con quarantena una settimana prima/ Dati della ricerca Usa

- Mauro Mantegazza

36.000 morti in meno con quarantena una settimana prima: i dati di una ricerca Usa mostrano l’importanza di una risposta tempestiva al Coronavirus.

quarantena Coronavirus Usa
Il virologo Anthony Fauci parla alla Casa Bianca con Donald Trump (LaPresse)
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Negli Usa avrebbero potuto esserci ben 36.000 morti in meno per la pandemia di Coronavirus se la quarantena e altre misure di distanziamento sociale fossero state applicate anche una sola settimana prima, secondo uno studio della Columbia University. Lo studio ha analizzato la trasmissione del Coronavirus in aree metropolitane e ha indicato che le misure di distanziamento sociale introdotte negli Usa dopo il 15 marzo sono state efficaci.

Il problema è che il contagio aveva già preso piede e applicando le misure appena una settimana prima (8 marzo) i calcoli della Columbia university ipotizzano circa 700.000 casi e 36.000 morti in meno. Si sarebbe arrivati a 54.000 morti in meno se le misure fossero state adottate invece già due settimane prima (1 marzo).

Poco tempo nella fase iniziale del contagio avrebbe potuto dunque fare una differenza enorme nella sua diffusione: il tempismo è un fattore decisivo in questi casi e in ottica italiana ci viene da pensare alla zona rossa purtroppo non istituita dal Governo nelle zone più critiche in provincia di Bergamo, che avrebbe potuto fare a sua volta la differenza nella mortalità in Lombardia.

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QUARANTENA DECISIVA PER RIDURRE NUMERO MORTI CORONAVIRUS

Gli autori dello studio hanno ottenuto questi dati con simulazioni nelle quali la sequenza del tasso di trasmissione del Coronavirus tra il 15 marzo e il 3 maggio veniva spostata all’indietro di una oppure due settimane e questi numeri così alti dimostrano come la quarantena e più in generale tutte le norme di distanziamento sociale siano fondamentali.

Certo, questi studi restano teorici e naturalmente bisogna tenere presente che l’8 marzo e soprattutto il 1° marzo la situazione negli Usa non era forse ancora così critica da far scattare l’allarme e bloccare tute le attività. Servono però a ricordarci che la tempestività delle decisioni non appena si colgono dei segnali preoccupanti è fondamentale nell’affrontare il Coronavirus, perché un piccolo ritardo nell’adozione delle contromisure può portare a un numero terribile di morti in più.

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Questo andrà tenuto presente nel caso di una seconda ondata, nella quale ovviamente non ci sarebbero più scuse per eventuali ritardi. I democratici hanno messo sotto accusa il presidente Donald Trump per questi ritardi; a sua volta l’amministrazione accusa la Cina di avere tenuta nascosta la verità sul Coronavirus, inducendo il governo Usa a pensare che la situazione fosse meno grave e rallentandone così l’azione. Il portavoce John Deere ha dichiarato: “Se la Cina fosse stata trasparente e l’OMS avesse fatto il suo dovere, molte vite sarebbero state salvate, anche negli Usa”.

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