400mila vaccini Covid né a sanitari né a over80/ Eroi e fragili superati da furbetti?

- Silvana Palazzo

400mila vaccini Covid a persone che non sono né sanitari né over80: eroi e fragili superati dai furbetti? Per Fnomceo queste dosi potevano essere destinate ad altri professionisti sanitari

vaccino anti-covid scozia
Vaccino Pfizer anti-Covid (LaPresse)

Quasi 400mila dosi di vaccini anti Covid non sono state somministrate né a operatori sanitari né a over 80. A denunciarlo è Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). Nel giorno in cui si tocca quota 300 medici morti per Covid, arriva dunque questo allarme. I dati che fornisce sono puntuali: sono 790.251 le dosi somministrate ai sanitari su un totale di 1.312.275. Invece 397.583 dosi sono state iniettate a personale non sanitario e che non appartiene neppure ad altre aree a rischio come quelle degli ospiti delle Rsa e degli over 80. «È inaccettabile vedere persone che non svolgono un’attività così rischiosa essere sottoposte al vaccino e osservare una larga parte della professione medica non ancora vaccinata», ha dichiarato Anelli, come riportato dall’Huffpost.

Con personale medico ovviamente non si intende solo quello del Servizio sanitario nazionale, eppure molti non sono stati inclusi nella campagna vaccinale. Così ci si ritrova soggetti del comparto sanità esposti e altri che non rientrano nelle categorie a rischio che sono stati vaccinati.

400MILA VACCINI COVID A SOGGETTI NON A RISCHIO

Della vicenda dei vaccini anti Covid si è occupato anche Enrico Mentana. Il direttore del Tg La7 ha dichiarato: «Vuol dire che tre su dieci hanno fatto il vaccino saltando la fila, con l’aiuto indispensabile di chi distribuisce le dosi». E ha citato pure il Capo dello Stato Sergio Mattarella: «Nel discorso di fine anno disse “anch’io mi vaccinerò, quando sarà il mio turno”. Un esempio che tanti furbastri si sono ben guardati dal seguire». Si tratta di dosi che potevano essere destinate al secondo richiamo o al personale medico che ancora non rientra nella campagna vaccinale. Ai medici vanno sommati quelli «di medicina generale, che costituiscono oltre la metà dei caduti nella seconda fase della pandemia. Ci sono poi i liberi professionisti, tra i quali gli Odontoiatri, che, per la peculiarità degli interventi che svolgono, sono particolarmente esposti al rischio d’infezione; ci sono i colleghi che operano nelle strutture private accreditate». Filippo Anelli si chiede, dunque, come sia possibile che una parte così importante della sanità sia esclusa dalla protezione. «A tutti i medici va garantita la vaccinazione, senza distinguo inutili e ingiusti».

In molti hanno contestato l’attacco di Mentana, spiegando che non si tratta di furbetti che scavalcano medici e soggetti fragili, ma dipendenti di strutture sanitarie. Ma se si è detto di dare priorità a soggetti a rischio, perché somministrare loro il vaccino in questa fase?



© RIPRODUZIONE RISERVATA