47 giorni chiusi in casa di riposo/ “Ma abbiamo salvato gli ospiti dal virus killer”

- Claudio Franceschini

Una casa di riposo in Francia ha fatto registrare 0 morti per Coronavirus. Il motivo? Il personale si è rinchiuso insieme ai pazienti per 47 giorni, creando anche un’atmosfera positiva.

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In Francia una casa di riposo ha avuto 0 morti per Coronavirus (Foto LaPresse)

Come fermare il Coronavirus in una casa di riposo? Semplice: isolarsi all’interno della struttura insieme a tutti gli ospiti. E’ successo in Francia, presso la clinica Vilanova di Corbas (vicino a Lione): il racconto è apparso su CBC. Per 47 giorni, mentre il virus mieteva vittime nel Paese (in Francia il numero dei decessi ha raggiunto le 24 mila unità), Valerie Martin – che gestisce la casa di riposo – e il personale addetto si è chiuso all’interno. “Non da me, i miei residenti hanno ancora tanto per cui vivere” ha poi detto, dicendo di essersi semplicemente rifiutata che il Coronavirus uccidesse i pazienti “che ne hanno passate così tante”. Il risultato alla fine è stato sorprendente: lo scorso lunedì la Martin e i suoi 12 colleghi hanno terminato la quarantena e i test effettuati sui pazienti e lo staff hanno dato lo stesso risultato: negativo.

CASA DI RIPOSO FRANCESE: 0 MORTI PER CORONAVIRUS

E’ stata chiaramente una festa. Come si legge le badanti, che si sono rinominate le “confinate felici”, hanno lasciato la casa di riposo tra suoni di clacson e urla di gioia, e si sono riunite alle rispettive famiglie. “Ce l’abbiamo fatta: ogni giorno, ogni ora è stata una vittoria” ha raccontato Valerie. A dire i vero, nel corso del lockdown personale ci sono stati quattro morti all’interno del Vilanova ma nessuna di queste sembrerebbe legata al Coronavirus: come appreso, l’età media dei residenti è di 87 anni e dunque non sarebbe stato sorprendente qualche decesso – per quanto ovviamente triste. In più i pazienti della clinica non hanno avuto la necessità di rimanere confinati nelle loro camere, come successo in altre strutture, e dunque hanno potuto condividere quei momenti vincendo la solitudine, frequentandosi e occasionalmente uscendo all’aria aperta.

L’idea sarebbe venuta alla Martin da una semplice considerazione: perché io posso andare e venire da casa mentre i miei pazienti sono chiusi nella struttura? Così si è isolata anche lei, volendo evitare che qualcuno potesse sentirsi prigioniero. In più, nei primi due giorni dall’inizio dell’isolamento, il confinamento delle camere si è rivelato essere una catastrofe. “Abbiamo subito visto gente che non voleva più mangiare o alzarsi dal letto, gente che si chiedeva il motivo di essere lavato non vedendone una ragione plausibile”. Da qui dunque l’idea alternativa, che alla fine si è rivelata vincente. “Hanno salvato delle vite” ha raccontato il figlio di una residente di 95 anni, descrivendo lo staff come “fantastico”. Gilles Barrett ha poi rivelato come la clinica Vilanova postasse continuamente foto e video dall’interno della struttura, cosa che era di conforto ai familiari; inoltre il 17 aprile alla madre è stata organizzata una festa di compleanno. “Perfetto, perfetto. Mi tolgo il cappello davanti a loro” ha detto Barrett.



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