5.000 sterline per ammalarsi di nuovo di covid/ Lo studio per studiare le reinfezioni

- Davide Giancristofaro Alberti

Nel Regno Uniti partirà questo mese uno studio per studiare le reinfezioni di covid: chi si farà infettare di nuovi riceverà 5.000 sterline

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Reparto Covid (LaPresse)

Decisamente curioso quanto sta avvenendo in Regno Unito dove stanno cercando dei giovani sani, che in un passato recente hanno avuto il covid, che vogliono reinfettarsi con il coronavirus. Obiettivo, effettuare uno studio e una ricerca, per provare a capire cosa succede quando un essere umano già infetto e guarito viene appunto nuovamente in contatto con il temuto virus. Lo studio, come riferisce l’edizione online del freepress, Leggo, scatterà questo mese nel Regno Unito, ed ha l’obiettivo di progettare, test, terapie e vaccini più efficaci contro l’infezione.

La ricerca è sostenuta da Wellcome Trust e coordinato dalla professoressa Helen McSheine dell’università di Oxford, e riguarderà nel dettaglio 64 diversi volontari di un’età compresa fra i 18 e i 30 anni. Le “cavie umane” passeranno 17 giorni dentro un’unità di quarantena che verrà allestita in un ospedale, dove gli stessi verranno a sottoposti a tutta una serie di analisi, esami e accertamenti.

5.000 STERLINE PER RIPRENDERE IL COVID: “AVVERRA’ IN UN AMBIENTE SICURO E CONTROLLATO”

Tutti coloro che accetteranno la richiesta di una reinfezione col covid riceveranno un compenso di 5.000 sterline, che al cambio fanno circa 5.800 euro, una cifra che potrebbe attirare molti. La Bbc, a riguardo, spiega che la reinfezione avverrà in un «ambiente sicuro e controllato, sotto stretto controllo medico», e che i partecipanti verranno esposti al ceppo originario del covid e non ad una delle successive varianti emerse, leggasi quella inglese, sudafricana o brasiliana in particolare. «Gli studi challenge – racconta McShane sempre alla Bbc – ci dicono cose che altri studi non possono dirci perché, a differenza delle infezioni naturali, quelle indotte in questo genere di trial sono strettamente controllate. Quando reinfettiamo questi volontari – ha proseguito – sapremo esattamente come il loro sistema immunitario ha reagito alla prima infezione, quando si verifica la seconda e con quanto virus sono entrati in contatto. Oltre a migliorare la nostra comprensione della malattia, questo tipo di ricerche può aiutarci a progettare test in grado di prevedere con precisione se le persone sono protette». Per Lawrence Young della Warwick University «miglioreranno in modo significativo la nostra comprensione delle dinamiche dell’infezione virale e della risposta immunitaria, oltre a fornire informazioni preziose per aiutarci a sviluppare nuovi vaccini e terapie antivirali». Il fenomeno della reinfezione da covid è ancora poco chiaro nel mondo della medicina.



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