50 arresti cardiaci in 6 gg poi la gravidanza/ “Mio figlio mi ha ridato il futuro”

- Davide Giancristofaro Alberti

50 arresti cardiaci in 6 giorni: è questa l’incredibile storia di Katia Contiguaglia, 32enne romana, che è riuscita a portare a termine una gravidaza in situazione di difficoltà

Neonato
Neonato (Pixabay, 2020)

La storia di Katia Contiguaglia, una ragazza di 32 anni romana, è senza dubbio ai limiti della realtà e sicuramente una favola: ha infatti superato 50 arresti cardiaci nel giro di pochi giorni, e una gravidanza. La sua vicenda inizia di preciso il 31 marzo del 2018, quando Katia si sveglia come al solito la mattina, capendo subito che qualcosa non andava: «Eravamo in vacanza a Napoli a casa dei miei suoceri – le sue parole riportate dall’edizione online de Il Corriere della Sera in data 6 agosto – sono svenuta. Fabio era vicino a me. Mi ha salvata mia suocera che aveva seguito proprio la settimana prima un corso di primo soccorso e aveva imparato le manovre della rianimazione manuale». Quando arriva l’ambulanza Katia viene portata all’ospedale di Torre del Greco e poi a quello Del Mare, reparto rianimazione, nel centro di Pio Zannetti. Nel frattempo gli arresti cardiaci non si placano per ben 6 giorni, con la ragazza che continua ad entrare e uscire dalla vita, per poi entrare in coma per 8 giorni. «Ho il ricordo dei risvegli in ospedale, dei medici che parlavano e io che non sapevo dove fossi – racconta lei – una sensazione orribile. Nei primi mesi avevo paura del mio cuore matto. Mi aveva tradita 50 volte e avrebbe potuto riprovarci».

50 ARRESTI CARDIACI IN 6 GIORNI POI LA GRAVIDANZA: “FRANCESCO MI HA RIDATO IL FUTURO”

Ad un certo punto viene interpellato il dottor Carlo Pappone, noto aritmologo dell’ospedale San Donato di Milano. Chiamato telefonicamente, lo stesso luminare intuisce la possibile soluzione, invitando la paziente a recarsi nel capoluogo lombardo. Zannetti accompagna Katia a Milano con un aereo militare: la 32enne romana viene operata e le viene impiantato un defibrillatore permanente. La giovane si riprende, ma la diagnosi, come ricorda Il Corriere, resta incerta: fibrillazione ventricolare idiopatica. Nessuno sa dirsi come mai una donna sana, sportiva, in forma fisica (47 kg di peso), che non fuma e che non beve, sia andata a letto sana e si sia risvegliata malata. Fatto sta che il 16 aprile torna a casa, a Roma, e pochi mesi dopo rimane incinta. «Quando sono rimasta incinta – racconta ancora Katia – credevo che non sarei riuscita a sostenere la gravidanza. E fino in ultimo in sala parto ero spaventata che sforzandomi non avrei retto». Ma il 27 dicembre 2019 nasce Francesco: «Mentre parlo con lei piango – conclude la 32enne visibilmente commossa – gli daremo un secondo nome. Carlo, per riconoscenza al prof. Con Francesco è sbocciato il futuro mio e della mia famiglia».

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