“700 morti Covid al giorno senza mascherine”/ Worldometer, proiezioni seconda ondata

- Silvana Palazzo

“700 morti Covid al giorno senza mascherine e distanze”. A lanciare l’allarme è Worldometer: le proiezioni e gli scenari sulla seconda ondata di coronavirus in Italia

Coronavirus Roma
Coronavirus Italia, ospedale Policlinico Tor Vergata Roma (LaPresse, 2020)

Se non indossiamo le mascherine e non rispettiamo le distanze, a dicembre rischiamo di dover piangere 700 morti al giorno. È quanto emerso da uno studio condotto da Worldometer, il sito più importante al mondo per quanto riguarda l’elaborazione di dati statistici, e riportato oggi dal Fatto Quotidiano. Il rischio, dunque, è una nuova crescita esponenziale delle curve dei contagi di coronavirus a partire da metà ottobre che aprirebbe a scenari catastrofici a dicembre. “Il sito non tiene conto di eventuali misure restrittive o di ulteriori nuove aperture (come avrebbero potuto essere gli stadi), ma disegna tre scenari sulla base dei comportamenti individuali”, ha spiegato il virologo Andrea Crisanti al Fatto. Uno riguarda lo status quo, l’altro prevede cosa accadrebbe con cittadini più rigorosi, il terzo indica le conseguenze di un eventuale allentamento delle precauzioni. Pertanto, secondo Worldometer i casi attualmente potrebbero salire fino a 15mila al giorno già il 1° novembre, arrivando oltre 40mila a dicembre. La proiezione delle vittime Covid invece parla di 700 morti al giorno prima del 2021.

SECONDA ONDATA COVID: GLI SCENARI SECONDO WORLDOMETER

Con protezioni più rigorose i mmorti sarebbero 515 al giorno a dicembre, senza protezioni invece arriverebbero a 4.152, secondo Worldometer. Il professor Andrea Crisanti ha spiegato che però quelle proiezioni non tengono conto dell’attività di isolamento degli asintomatici. “Ma è indubbio che se gli indicatori reali schizzassero sopra la soglia dei 5 mila contagi al giorno le cose si metterebbero male”. Questo perché perderemmo progressivamente la capacità di fare tamponi e di tenere sotto controllo l’epidemia. Queste stime comunque sono note al Comitato tecnico scientifico (Cts), spiega il Fatto Quotidiano. E le conosce anche il premier Giuseppe Conte. “Dobbiamo incrociare le dita, attenzione: il fatto di riuscire a gestire la pandemia non significa che ne siamo fuori. Siamo ancora in una condizione difficile, ma ragionevolmente, se riusciamo a rispettare le regole, potremmo gestirla riducendola quanto prima”, ha dichiarato ieri in occasione del Festival dell’Economia 2020 di Trento.

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