A MANO DISARMATA, STORIA VERA FEDERICA ANGELI/ Arrestati grazie a lei 32 mafiosi

- Rossella Pastore

A mano disarmata, storia vera della giornalista Federica Angeli in lotta con la mafia dal 2013. La testimonianza: “Mi hanno minacciata”.

Federica Angeli e la sua interprete Claudia Gerini
Federica Angeli e la sua interprete Claudia Gerini

Con le sue inchieste, Federica Angeli ha portato all’arresto di ben 32 esponenti dei clan di Ostia. Dal 2018, a causa delle continue minacce ricevute, anche ai suoi figli è stata assegnata una scorta, e così la famiglia di Federica vive blindata da otto anni in tutto (è nel 2013 che la giornalista è finita ufficialmente nel mirino della mafia). Ancora oggi Federica, suo marito Massimo e i suoi tre figli Lorenzo, Alessandro e Viola vivono a Ostia, nello stesso quartiere dei clan. I primi ‘grossi’ frutti dell’inchiesta sono arrivati nel 2018, precisamente il 6 giugno, quando nell’aula bunker di Rebibbia è iniziato il processo nei confronti dei membri del clan che hanno scelto il rito ordinario. (agg. di Rossella Pastore)

Federica Angeli: “Tutti possono combattere la mafia”

Federica Angeli è destinata a essere ricordata come una delle giornaliste più coraggiose della stampa italiana. Importanti le sue inchieste sul caso Ostia, che tuttavia hanno contribuito a complicarle non poco la vita. Dal 2013, infatti, Federica vive sotto scorta permanente insieme a suo marito Massimo e ai suoi tre figli Lorenzo, Alessandro e Viola. Ci vuole coraggio per fare quello che ha fatto Federica: alcuni, tra quelli che la frequentavano, l’hanno accusata di aver messo a rischio anche la loro vita, preoccupati soprattutto per l’incolumità dei bambini. In tutto questo, Federica è sempre stata convinta di star facendo la cosa giusta. È anche per il bene di Lorenzo, Alessandro e Viola, che Federica ha accettato di mettersi in gioco: grazie al suo lavoro, loro e tutti gli altri abitanti di Ostia potranno vivere in un contesto migliore, più sicuro, e potranno prenderla come esempio perché – come dice lei – tutti possono combattere (e vincere) la mafia. (agg. di Rossella Pastore)

Federica Angeli e la sua vita sotto scorta

Con un tweet pubblicato cinque ore fa Federica Angeli ha salutato la messa in onda di A mano disarmata, il film tratto dalla sua storia vera diretto da Claudio Bonivento e interpretato da Claudia Gerini. È proprio quest’ultima a vestire i panni della protagonista Federica Angeli, la giornalista di Repubblica attenzionata dalla mafia a partire proprio dalle sue inchieste atte a smascherare i vari personaggi dietro all’organizzazione e i loro meccanismi criminali. La Angeli vive sotto scorta da anni insieme a suo marito Massimo e ai suoi tre figli Lorenzo, Alessandra e Viola. Nel suo tweet annuncia: “Questa sera alle 21.15 andrà in onda su Rai 1 il film che racconta la mia lotta alla mafia, ‘A mano disarmata’. Il mio unico sogno? Alla fine del film consegnarvi la certezza che nulla è impossibile, che la mafia si sconfigge e che se ci sono riuscita io possono farcela tutti”. (agg. di Rossella Pastore)

Federica Angeli, la storia del vera alla base del film A mano disarmata

In tutti questi anni, l’unica arma di Federica Angeli è stata sempre e soltanto la penna. Noncurante delle minacce di morte ricevute dal 2013 a oggi, da quando cioè si occupa ‘a tempo pieno’ di mafia e in generale di cronaca giudiziaria, Federica ha continuato a scrivere per denunciare gli intrallazzi della criminalità organizzata con la pubblica amministrazione, per esempio, oppure ancora per portare alla luce le vicende losche che legano la mafia ostiense ad almeno un caso di omicidio (si pensi al delitto di Giuseppe Valentino, il barista trovato morto all’interno del suo locale il 22 gennaio 2005 in circostanze ancora da chiarire). La storia di Federica è raccontata nel film biografico A mano disarmata in onda oggi in prima serata su Rai1. La pellicola, diretta da Claudio Bonivento, vede Claudia Gerini protagonista nei panni della giornalista-eroe che prende in mano la sua vita e decide di spenderla tutta per portare avanti una causa civile.

A mano disarmata, Federica Angeli: “Le minacce rivolte a me è come se mi rimbalzassero addosso ma…”

Tale causa non è altro che la lotta ai clan mafiosi che infestano Ostia, dove lei stessa vive. Federica Angeli scrive per un grande quotidiano nazionale, la Repubblica, ed è una donna forte e risoluta. La sua ‘sfida’ alla malavita inizia nel 2013, e si dipana fino ai giorni nostri in un susseguirsi di colpi di scena e momenti a dir poco concitati. Come quello del sequestro, il più drammatico di tutto il film: “Ho pianto molto (…) nella scena del sequestro del clan: non sono mai riuscita a farlo quando è accaduto perché dovevo reagire”. Ma Federica ha pianto anche pensando a quanto hanno sofferto i suoi familiari: “Le minacce rivolte a me è come se mi rimbalzassero addosso. Invece quelle rivolte ai miei figli e alla mia famiglia hanno generato un senso di colpa con cui ho dovuto lottare. Mi sono chiesta se stessi facendo la cosa giusta o se li stavo solo mettendo in pericolo”. Al momento, la Angeli vive sotto scorta permanente.

A mano disarmata, Federica Angeli: “La mafia può avere una fine”

Effettivamente, nella vita di Federica Angeli, non sono mancati momenti di sconforto e solitudine. Soprattutto perché chi le stava intorno ha iniziato ad avere paura: “La gente mi vedeva e cambiava strada oppure il fruttivendolo mi chiedeva di non tornare a fare la spesa da lui”, racconta la giornalista in un’intervista rilasciata nel 2019 a Movieplayer.it. Alla fine, però, si è in qualche modo creato un ‘noi’, cioè una solidarietà: “Loro, i mafiosi, numericamente, sono molti meno di noi. È vero che fanno paura, perché son armati e perché usano quei metodi. Ma se veramente ciascuno di noi capisse che alzare la testa e non piegarla è qualcosa di forte, ma che si può fare, allora sì, possiamo ribaltare il mondo”. La morale della sua storia è chiara: “Io ci ho provato con la mia piccola penna: sono una redattrice senior e allora non lo ero nemmeno. Non sono una prima firma, la tenuta è stata dura, però non è stato impossibile sconfiggerli. E allora noi proprio da Falcone e da quel sacrificio dobbiamo capire che la mafia è un fenomeno umano e che, come tale, ha un inizio e una fine”.

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