Abiti succinti a scuola? “T-shirt della vergogna”/ Maglia lunga e scritta “punitiva”

- Emanuela Longo

“T-shirt della vergogna” nelle scuole di Ginevra per chi indossa abiti troppo succinti: le proteste degli studenti ed il parziale dietrofront

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"T-shirt della vergogna" a Ginevra

Dopo il caso in Italia del “niente minigonne o ai prof cade l’occhio” e che ha scatenato la bufera su una vice preside del liceo Socrate, anche a Ginevra, in Svizzera, si è consumata una polemica simile raccontata oggi dal Corriere della Sera. Anche scuole della città svizzera avrebbero voluto far indossare a ragazzi e ragazze che avessero tenuto a scuola un abbigliamento non “morigerato” delle maglie extralarge già ribattezzate “t-shirt della vergogna”. Si tratterebbe di una maglia bianca con la scritta “Ho una tenuta adeguata!” e tanto di pollice in stile “like” di Facebook ritenuta una punizione umiliante ed al tempo stesso sessista. A protestare e ritenere inadeguata la decisione di molti istituti scolastici non sono stati solo gli studenti ma anche le autorità cantonali che hanno già annunciato una revisione della norma. Ad esprimersi è stata anche la consigliera di Stato Anne-Emery Torracinta che pur avendo contestato la t-shirt ha però esortato i ragazzi ad adottare in classe un abbigliamento decoroso e non succinto. La protesta era esplosa dopo l’imposizione della maglietta da parte di alcune scuole di Ginevra ad alunni che indossavano abiti ritenuti eccessivamente “rivelatori” o con slogan “offensivi”. La maglia bianca in questione è lunga fino alle ginocchia in modo da coprire look ritenuti “indecorosi” e con la scritta “punitiva”.

ABITI SUCCINTI A SCUOLA? ARRIVA LA “T-SHIRT DELLA VERGOGNA”

La sanzione avanzata da alcuni istituti scolastici di Ginevra con l’adozione della “t-shirt della vergogna” rischiava di trasformarsi in una vera e propria gogna pubblica ed ha comunque scatenato lo sdegno degli studenti. Le proteste fuori dagli istituti superiori sono andate avanti per alcuni giorni e sui cartelli gli stessi allievi hanno ribadito il proprio punto di vista attraverso alcuni slogan, tra cui: “l’indecenza non è nel mio decolletè ma negli occhi di chi mi osserva”. Gli stessi allievi hanno inoltre sollevato un ulteriore punto: la t-shirt veniva imposta più alle ragazze che ai ragazzi sollevando così accuse sessiste. Dopo le accese proteste però, le autorità di Canton Ginevra e il dipartimento scolastico hanno fatto un passo indietro seppur parziale: niente più maglietta punitiva ma un invito a presentarsi a scuola in maniera più decorosa e con un abbigliamento adeguato ai luoghi. I vertici scolastici hanno a tal fine stilato alcuni consigli che prevedono: ventre e spalle coperte, no a minigonne troppo corte nè slogan troppo espliciti sui propri vestiti.



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