ACCECATO A MANI NUDE PER UNA SIGARETTA/ Follia in ospedale: “Vuoi anche un polmone?”

- Dario D'Angelo

Accecato in ospedale a Pozzuoli per un banale scambio di battute dopo la richiesta di un ex infermiere: l’uomo voleva sigaretta e accendino ma…

Ospedale Santo Spirito
Ospedale, immagine di repertorio (LaPresse)

Accecato per una sigaretta, in seguito ad un banale scambio di battute nella sala d’attesa dell’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli (Napoli). Questo è quanto accaduto ad un paziente di 41 anni che ha pagato a caro prezzo il fatto di essersi trovato ad aspettare il proprio turno per una visita specialistica in compagnia di D.F., incensurato, 44 anni, ex infermiere, e di avere rivolto a quest’ultimo una battuta ironica dinanzi alla sua richiesta di accendere una sigaretta. Come riportato dall’Agi, proprio l’aggressore avrebbe infatti chiesto all’altro paziente prima una sigaretta e poi un accendino. Dopo aver acconsentito alla prima richiesta, il 41enne avrebbe risposto alla seconda richiesta con una battuta di spirito: “Ma che vuoi ancora? Non hai mai niente, vuoi anche il polmone?“. Un umorismo che ha scatenato la violenta reazione del 44enne.

ACCECATO A MANI NUDE PER UNA SIGARETTA: FOLLIA IN OSPEDALE

Dai resoconti non è ancora chiaro se l’autore dell’aggressione avesse esercitato la sua professione nel nosocomio teatro dei fatti o in alcune strutture del Nord Italia. Fatto sta che l’uomo, irritato dalla battuta rivoltagli dall’altro paziente, ha affondato le sue dita negli occhi dell’altro paziente. Davanti ai sanitari e agli altri pazienti, come riportato dall’Agi, l’aggressore ha di fatto estratto l’occhio sinistro e fatto esplodere il bulbo oculare destro del suo interlocutore prima che i carabinieri, allertati dai medici, intervenissero per arrestarlo. Adesso la vittima dell’aggressione risulta ricoverata in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita. L’occhio destro, però, è perso, e le condizioni di quello sinistro sono oggetto di valutazione da parte dei medici. Per l’ex infermiere si sono spalancante invece le porte del carcere: l’accusa è quella di lesioni aggravate.

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