Accoltellò a morte il vicino/ 12 anni di carcere per attore trans Tommaso Libero Riva

- Alessandro Nidi

Condannato a dodici anni di reclusione Tommaso Libero Riva, autore dell’omicidio del pensionato Giuseppe Alfredo Villa

sabatino trotta
LaPresse

La notizia di cronaca giudiziaria è giunta nelle scorse ore: Tommaso Libero Riva, attore trans, è stato condannato a dodici anni di reclusione per via dell’omicidio di Giuseppe Alfredo Villa, pensionato di 68 anni del quale Riva era vicino di casa e con il quale si rendeva spesso protagonista di liti furibonde e note a tutto il vicinato. Il quarantaseienne, in particolare, aveva colpito a morte con una coltellata l’anziano lo scorso 30 giugno e, ora, è pervenuta l’attesa decisione da parte della Corte d’Assise di Milano.

Tuttavia, quest’ultima, come spiega l’agenzia giornalistica ANSA, ha riqualificato il reato: non si è trattato di omicidio volontario ma di omicidio preterintenzionale, esattamente come richiesto dai legali difensori di Riva (il quale ha sempre sostenuto davanti ai rappresentanti della legge che non era sua intenzione uccidere il malcapitato Villa, ndr), al quale sono state concesse le attenuanti generiche, equivalenti all’aggravante dei futili motivi. Come dicevamo, il nome dell’attore, che in arte si faceva chiamare “Bianca Dolce Miele”, era noto per la sua interpretazione di se stesso nel film documentario “La Casa dell’Amore”.

TOMMASO LIBERO RIVA CONDANNATO A 12 ANNI DI RECLUSIONE

Peraltro, come rivelò in tempi non troppo lontani il quotidiano “Il Giornale”, l’attore trans Tommaso Libero Riva era noto a tutti i condomini per il suo temperamento affatto pacato e per i suoi scatti d’ira, tanto che molte persone della casa avevano deciso di evitare di avere troppi contatti con lui e di lasciare cadere nel vuoto le sue provocazioni per timore che l’uomo potesse rendersi protagonista di reazioni esagerate nei loro confronti. “Era la pecora nera di questo palazzo, prima o poi doveva capitare”, dichiararono i suoi vicini poche ore dopo la barbara uccisione di Giuseppe Alfredo Villa, con il quale, come anticipato in precedenza, non mancavano certo i litigi, ma, stando a quanto riferito dai testimoni, sempre per motivi apparentemente banali e futili. “Il Giornale” spiegò inoltre come Tommaso Libero Riva, arrestato nel cortile del palazzo in cui risiedeva, da tempo stesse vivendo una situazione di profondo declino personale, iniziato in particolare quando i suoi familiari avevano deciso di cambiare abitazione.



© RIPRODUZIONE RISERVATA