Accordo Israele-Emirati Arabi/ Formentini (Lega): “Governo non ignori questa svolta”

- Silvana Palazzo

Accordo Israele-Emirati Arabi Uniti, il commento di Paolo Formentini (Lega): “Governo non ignori questa svolta, ma adegui politica estera al nuovo quadro geopolitico”

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Benjamin Netanyahu e Donald Trump (LaPresse)

«Una svolta epocale che non può passare inosservata». Così Paolo Formentini, deputato della Lega e vicepresidente della Commissione Affari esteri, commenta la notizia dell’accordo promosso e caldeggiato da Donald Trump tra Israele ed Emirati Arabi Uniti. «Israele ha rinunciato all’annessione della Giudea e della Samaria», ha spiegato Fomentini, come riportato da 9Colonne. Inoltre, ritiene che l’Italia non possa «ignorare i cambiamenti straordinari in Medio Oriente». La notizia dell’accordo tra Israele ed Emirati Arabi Uniti è quindi per il deputato leghista anche l’occasione per spingere il governo ad adeguare la politica estera «al nuovo quadro geopolitico». Lo steso presidente Usa Donald Trump aveva definito «storico» l’accordo, prima con un tweet e poi con due comunicazioni alla stampa dalla Casa Bianca. L’accordo passa per l’avvio delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi e come prima conseguenza ferma i controversi progetti di annessione di parti della Cisgiordania perseguiti dallo stato ebraico.

MACRON SU ACCORDO: “DECISIONE CORAGGIOSA”

Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha accolto con entusiasmo la notizia dell’accordo tra Israele ed Emirati Arabi Uniti. Dapprima ha salutato la «coraggiosa decisione» degli emiratini, poi ha auspicato che tale intesa possa contribuire «alla creazione di una pace giusta e duratura» tra israeliani e palestinesi. Macron su Twitter ha affermato, in merito alla normalizzazione dei rapporti bilaterali, di averne parlato con i “protagonisti” dell’accordo. «L’ho detto al presidente Usa Donald Trump, al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e al principe ereditario emiratino Mohamed bin Zayed». L’accordo raggiunto grazie alla mediazione degli Stati Uniti prevede la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra i due paesi e la futura firma di progetti di collaborazione, oltre appunto alla rinuncia di Israele all’annessione della Cisgiordania. Attualmente gli unici Paesi arabi che hanno rapporti con Israele sono Giordania ed Egitto, che hanno formalizzato le relazioni rispettivamente nel 1978 e nel 1994.

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