Achille Lauro/ Omaggio alla famiglia: “Le mie ambizioni nascono dalle umiliazioni”

- Carmine Massimo Balsamo

Achille Lauro a nudo in un lungo post su Instagram: l’artista ha voluto dedicare un pensiero ai suoi genitori dopo il successo ottenuto.

Achille Lauro
Achille Lauro, Domenica In

Reduce dal grande successo ottenuto al Festival di Sanremo 2020, con la sua “Me ne frego” tra le più ascoltate sulle varie piattaforme, Achille Lauro ha deciso di mettersi a nudo su Instagram per dedicare un bell’omaggio alla famiglia, in particolare ai suoi genitori. Il 29enne ha voluto ringraziare la madre ed il padre, «gente onesta» che ha sacrificato la vita per il lavoro «sopportando per anni di farsi sputare addosso senza mai ricevere nulla». Lauro ha ricordato che il padre non ha dormito per anni per l’ossessione di essere destinato a una misera vita, mentre la madre ha dovuto fare «lavori umilianti ma caritatevoli». Nonostante le difficoltà, i due genitori non hanno mai fatto mancare niente all’artista, che ha tenuto a precisare poco dopo: «La mia rabbia e la mia ambizione nasce dalle umiliazioni».

ACHILLE LAURO: “IO, DOCUMENTARIO DI UNA GENERAZIONE”

«Mia madre ha vissuto per gli altri, andava sulla strada ad aiutare prostitute a salvarsi assumendosi grandi rischi, ospitava a casa bambini di famiglie in difficoltà anche quando noi stessi eravamo disperati», ha aggiunto Achille Lauro, che ha poi sottolineato che è diventato ciò che è diventato per quello che ha passato, nonostante il rapporto complicato con a sua famiglia. Ed ha ricordato un periodo difficile della sua vita: «Il mio nome è famoso perchè tutti hanno conosciuto me quando dormivo in una macchina, quando vivevo in uno squallido hotel a Boccea, quando avevo paura per mia madre, quando a Val Padana c’erano quei ragazzi e oggi sono rimasti solo ritratti sui muri e fiori. Sono contento quando riesco a fare qualcosa per le persone che ne hanno bisogno tra cui alcuni dei ragazzi cresciuti con me fin da piccoli, protagonisti delle mie storie vere e del mio successo, che ancora oggi vivono un disagio che alcuni sono solo capaci di raccontare». Ed è chiaro: lui non è un cantastorie, ma un «documentario di una generazione».

 

 

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Sono figlio di gente onesta, di chi ha sacrificato una vita per il lavoro sopportando per anni di farsi sputare addosso senza mai ricevere nulla. Mio padre di giorno insegnava pur di portare a casa quattro soldi e di notte non dormiva ossessionato dal rimanere condannato in una misera vita. Ho visto mia madre fare lavori umilianti ma caritatevoli. Mai dirò che mi ha fatto mancare qualcosa. La mia rabbia e la mia ambizione nasce dalle umiliazioni. Quello che hanno fatto alla mia famiglia mi ha fatto diventare chi sono. Mia madre ha vissuto per gli altri, andava sulla strada ad aiutare prostitute a salvarsi assumendosi grandi rischi, ospitava a casa bambini di famiglie in difficoltà anche quando noi stessi eravamo disperati. Sono contento perche è anche grazie a quello che abbiamo passato se sono qui e, nonostante abbia avuto un rapporto difficile con la mia famiglia, sono felice perché oggi mio padre ha conquistato quello per cui ha vissuto e mia madre ha un ruolo importante al mio fianco. Il mio nome è famoso perchè tutti hanno conosciuto me quando dormivo in una macchina, quando vivevo in uno squallido hotel a Boccea, quando avevo paura per mia madre, quando a Val Padana c’erano quei ragazzi e oggi sono rimasti solo ritratti sui muri e fiori. Sono contento quando riesco a fare qualcosa per le persone che ne hanno bisogno tra cui alcuni dei ragazzi cresciuti con me fin da piccoli, protagonisti delle mie storie vere e del mio successo, che ancora oggi vivono un disagio che alcuni sono solo capaci di raccontare. No cantastorie. Documentario di una generazione. Sono diventato migliore di ieri perchè sono già stato chi nessuno sarebbe mai voluto essere e perchè quei ragazzi sono cresciuti avendo come esempio quello che non sarebbero mai voluti diventare. Gloria ai miei ragazzi, a chi è come noi e a chi non c’è più. È ora di aprire il nuovo sipario dove la morte stavolta è soltanto una messa in scena e dove si rimarrà per sempre.

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