“Ad Alberta tolte restrizioni perché Covid non esiste”/ Ma non è vero: il ministero…

- Alessandro Nidi

Cittadino canadese dell’Alberta accusa la Provincia di avere rimosso le restrizioni anti-Covid perché “il virus non esiste”: in tribunale, però, viene multato

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Il tribunale della provincia canadese dell’Alberta ha condannato un cittadino per la violazione delle norme anti-Coronavirus, dopo che questi aveva peraltro intentato una battaglia legale contro le autorità territoriali, in quanto “il virus SARS-CoV-2 non esiste”. Lo riporta la nota agenzia stampa internazionale Reuters, secondo la quale non è vero che le restrizioni Covid nell’area di Alberta siano venute meno in quanto i governatori locali non sono riusciti a produrre in aula le prove che attestino l’esistenza del virus.

L’ufficio del ministro della Salute ha dichiarato che la varata revoca delle misure di salute pubblica non era in alcun modo collegata al caso a cui si fa riferimento nel video in cui un residente canadese, di nome Patrick King, intervistato allo Stew Peters Show, accusa il Governo. Questa la didascalia che accompagna il filmato: “Patrick King si è costituito in tribunale dopo essere stato multato di 1200 dollari per aver violato le restrizioni anti-contagio. Ha ucciso la bestia e ne è uscito vittorioso”. Addirittura, l’uomo avrebbe emesso un “mandato di comparizione al ministro della Salute provinciale per avere la prova che il cosiddetto virus Covid-19 esista”, ma i vertici provinciali “sono stati costretti ad ammettere di non avere alcuna prova. Il virus non è mai stato isolato e quindi il governo non aveva basi legali per imporre nessuna delle restrizioni punitive inflitte alla società”.

“COVID NON ESISTE”: CITTADINO ALBERTA CONDANNATO E SMENTITO IN TRIBUNALE

“Da quando questa scioccante confessione è venuta alla luce – ha proseguito King –, la Provincia di Alberta ha annullato tutte le restrizioni anti-Covid e ora tratta ufficialmente il virus come niente più di una lieve influenza! Abbiamo vinto”. Nel filmato sopra menzionato, King sottolinea di aver emesso un mandato di comparizione per la dottoressa Deena Hinshaw, ufficiale medico capo della sanità (CMOH) di Alberta, dopo aver ricevuto una multa per la violazione delle misure anti-contagio.

Secondo il suo racconto, il mandato di comparizione chiedeva la prova che il virus fosse stato isolato. King ha mostrato anche gli atti del tribunale che, a suo dire, si riferiscono al suo caso. Una sezione cerchiata recita: “Il CMOH non ha prove materiali. Il signor King non ha alcuna prova che dimostri che la prova richiesta al CMOH possa essere materiale per il procedimento della Corte Provinciale, contrariamente a quanto previsto dagli articoli 698 e 699 del Codice Penale”. Una copia del verbale in questione può essere vista sul sito web del Centro di giustizia per le libertà costituzionali.

MINISTERO SALUTE ALBERTA: “COVID ESISTE, L’ABBIAMO ISOLATO ANCHE QUI”

Brett Boyden, consulente della comunicazione per l’ufficio del ministro della Salute di Alberta, ha riferito a Reuters via e-mail che la decisione del tribunale riguardo alla citazione in giudizio era una “questione tecnica preliminare. La Corte ha deciso di annullare il mandato di comparizione. È falso sostenere che ci sia una qualsiasi relazione tra la decisione sulla citazione in giudizio e la revoca delle misure di salute pubblica. Il signor King è stato trovato colpevole del reato al processo e condannato a pagare una multa”.

Alberta ha abbandonato i requisiti di quarantena obbligatoria per i contatti stretti dei casi di COVID-19 il 28 luglio 2021, in quanto la Provincia ha bisogno di ridimensionare le risorse in modo che possano essere impiegate per affrontare altre malattie respiratorie  in autunno. Per quanto riguarda invece l’isolamento del virus in Canada, i ricercatori del Sunnybrook Research Institute, della McMaster University e dell’Università di Toronto hanno riferito in un articolo pubblicato il 12 marzo 2020 di aver isolato il virus da due campioni clinici in una struttura di contenimento di livello 3.

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