Adriano Panatta/ “Il nuovo ‘me’ del tennis? Non esiste!” (Vero e più vero)

- Valentina Gambino

Vero e più vero andrà in onda nella seconda serata di oggi (dalle 23.35 in poi) su Rai2. In questa puntata, avrete modo di conoscere meglio l’ex tennista Adriano Panatta.

adriano_panatta_web_2017
Panatta

Vero e più vero andrà in onda nella seconda serata di oggi (dalle 23.35 in poi) su Rai2. In questa puntata, avrete modo di conoscere meglio l’ex tennista Adriano Panatta. Ubaldo Pantani entra nella vita del vip, trascorrendo del tempo con loro e “trasformandosi” nel personaggio famoso che ha di fronte. Proprio oggi, avrete modo di conoscere qualcosa di più sul più grande tennista italiano di tutti i tempi, ma anche un personaggio della vita mondana, della televisione, della radio e pure del cinema. Adriano Panatta, classe 1950, segno del cancro, romano e appassionato di musica. Intervistato lo scorso dicembre per il Quotidiano.net, racconta i suoi incontri sportivi associandoli alle melodie del tempo: “Negli anni ‘70, era pop, i Beatles, Jimi Hendrix, rock e melodia. Ora non ci si capisce più niente, è tutto così elettrico, così metal…”. Per quanto riguarda il tennis odierno, confida di apprezzare moltissimo Roger Federer, un tennista svizzero: “Lui è un misto di Tony Bennett, McCartney, i Pink Floyd. Uno spettacolo”.

Adriano Panatta racconta il tennis di oggi: “Giocano bene, ma…”

Adriano Panatta, continua la sua intervista parlando del tennis di oggi, e citando dopo Federer, anche Nadal “tira forte e ha un grande agonismo” e Djokovic “recupera tutto, ma il loro gioco è noioso”. Lo sport che gli ha regalato la gloria è molto cambiato: “Giocano bene, ma sono marcantoni che picchiano forte. Ai miei tempi era diverso, vuoi mettere la poesia di una volée…”. Quando giocava lui, al suo fianco c’erano tipi come Nastase: “Stralunato e mattarello, gli piaceva fare casino, ma era divertente e in fondo ho sempre pensato fosse un ragazzo molto buono”. Nonostante la bontà d’animo, lo considerata un compagno di gioco “ansioso”. Nel tennis italiano Panatta, ha preso l’eredità di Nicola Pietrangeli: “Per me lui non era un maestro e nemmeno un rivale. Nicola è stato un personaggio importante, ma le nostre carriere si sono sovrapposte solo per due anni, quando io ne avevo venti. Siamo amici, anche se abbiamo caratteri diversi. Certo lui è polemico, ma è una brava persona”.

Adriano Panatta: “Un nuovo me nel tennis? Non esiste!”

Adriano Panatta, confida che non esiste – ad oggi – un “nuovo lui” del tennis: “Non può esistere, noi giocavamo a un certo ritmo, ora va tutto più veloce non c’è nemmeno il tempo per pensare, solo Federer lo fa”. Anche il suo sport, proprio come il calcio, con gli anni è decisamente cambiato: “Ora è tutto più frenetico. Nel caso del pallone la colpa della rovina, con tutto il rispetto, è di Guardiola: una rottura di c…….”. E sulla più bella partita giocata nel corso della sua carriera, non ha dubbi: “Penso la semifinale di Parigi del ’76 con Dibbs, ho giocato meglio che in finale, mi entrava tutto. Ma anche a Flushing Meadows con Connors, nonostante abbia perso”. In ultimo Panatta, racconta cosa gli ha dato e cosa tolto il tennis: “Mi ha dato tutto. Immense soddisfazioni, il successo, la possibilità di girare il mondo facendo ciò che mi piaceva. Forse mi ha tolto un po’ di amici ma soprattutto la vicinanza dei figli quando erano piccoli e io giocavo quasi tutto l’anno”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA