Affare Dreyfus, storia vera L’ufficiale e la spia/ La sua condanna fu un errore giudiziario

- Emanuele Ambrosio

Storia vera l’ufficiale e la spia: L’Affare Dreyfus è stato lo spartiacque nella vita francese tra i disastri della guerra franco-prussiana e la prima guerra mondiale

Affare Dreyfus

Storia vera L’ufficiale e la spia: l’Affare Dreyfus

L’Affare Dreyfus è al centro del film “L’ufficiale e la spia”, il film del 2019 diretto da Roman Polański che racconta uno dei momenti più critici e difficili della storia della Terza Repubblica francese. Correva l’anno 1894 quando in Francia scoppia l’affare Dreyfus che coinvolge il capitano alsaziano di origine ebraica Alfred Dreyfus accusato di alto tradimento e spionaggio a favore della Germania. Questo affare di natura politica e sociale è stato senza alcun dubbio uno dei momenti più difficili per la Terza Repubblica, visto che Dreyfus era anche innocente visto che gli storici del tempo individuarono in Ferdinand Walsin Esterhazy come la vera spia.

Con l’affare Dreyfus la Terza Repubblica francese si ritrova divisa in due: da un lato ci sono i “dreyfusardi” a favore dell’innocenza di Dreyfus tra cui Émile Zola che, in un intervento giornalistico “J’accuse”, lo difende a spada tratta. Dall’altro lato, invece, ci sono gli “antidreyfusardi”, ossia partigiani convinti della sua colpevolezza.

Affare Dreyfus “vittima” di una Francia antisemita

Il caso Dreyfus segna sicuramente un momento storico nella vita sociale e politica della Terza Repubblica francese. Questo affare di stato, infatti, è stato un evento spartiacque coinvolgendo tutta l’opinione pubblica francese su una importante riflessione sull’antisemitismo, ma anche sul ruolo degli intellettuali. L’ufficiale ebreo Alfred Dreyfus fu condannato nonostante fosse innocente e la sua condanna è stata un gravissimo errore giudiziario messo in atto da una parte della Francia coesa verso lo spionaggio militare e l’antisemitismo. A peggiorare la situazione c’era anche un clima politico molto teso a causa dalla perdita dell’Alsazia e di parte della Lorena dopo la sconfitta subita nel 1871 dall’Impero tedesco di Bismarck.

Contro Dreyfus, infatti, si schierarono i giornali, politici antisemiti, ambienti ecclesiastici e monarchici. I suoi difensori, invece, furono minacciati, condannati ed allontanati dall’esercito. Basti pensare che Emile Zola fu costretto a rifugiarsi all’estero, mentre il maggiore Marie-Georges Picquart, capo dei servizi segreti militari, venne prima degradato e poi trasferito in Africa dove fu arrestato e condannato. Per fortuna, grazie ad un compromesso politico, Dreyfus fu graziato e liberato nel 1899.





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