AFFIDAMENTI ILLECITI/ Meluzzi: le nuove tracce di un’ideologia anti-famiglie

In provincia di Reggio Emilia una rete di politici, assistenti sociali e medici sottraeva bambini alle famiglie per rivenderli ad affidatari

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Immagine di archivio

Il caso venuto alla luce in provincia di Reggio Emilia per quanto sia estremo, ci dice di una grossa falla in quello che dovrebbe essere un servizio primario, l’assistenza a bambini che davvero si trovano in situazioni disagiate, ma che così, in tanti casi, non è. Esperti del settore denunciano da tempo assistenti sociali non adeguatamente preparati, assistenti sociali che, dice Paolo Roat, responsabile nazionale Tutela dei minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti umani, “dovrebbero controllare ogni sei mesi le condizioni del bambino e della struttura a cui vengono affidati. Questo succede pochissimo, come se l’allontanamento fosse l’ultimo passo di un percorso, quando invece il fine sarebbe il ricongiungimento familiare. Così il Tribunale dei Minori smette di interessarsi di questi bambini, esponendoli anche a dei gravi pericoli”. Il fatto che ci sia dietro a tutto questo un attacco alla famiglia, lo dice anche il professor Alessandro Merluzzi, psicoterapeuta, esperto di criminologia, da noi intervistato: “Ci troviamo davanti, nascosto in apparati pseudo buonisti, a una ideologia antifamilaire un pensiero per la quale la famiglia è sempre colpevole e per cui, anche in mancanza di prove concrete, si procede prima a sottrarre i figli piuttosto che a indagare a fondo sulla situazione”. Meluzzi critica apertamente la funzione degli assistenti sociali, quando ricorda un detto che ha un significato preciso: “La peggiore delle madri è migliore della migliore delle assistenti sociali”. Un atteggiamento che mira a mettere sotto accusa l’istituto della famiglia, dunque, “che fa dire che la famiglia è il luogo dove si compiono tutte le malefatte della società e che bisogna intervenire su di essa distruggendola. Questo ci fa capire di che tipo di ideologia stiamo parlando. Non si tratta di salvare bambini come accadeva nei primi anni dello stato di Israele, quando orfani venivano dati a famiglie dei kibbutz che se ne prendevano cura,  ma di darli a speculatori”.

IL FALSO BUONISMO

Il ministro della famiglia ha annunciato una commissione di inchiesta su tutto il settore: “Mi auguro si faccia, abbiamo assistito a troppi casi basati sul denaro, la speculazione, con magistrati impegnati a gestire le cordate per il CSM piuttosto che fare il loro lavoro”. E’ una realtà che Meluzzi conosce bene: “Conosco questa Onlus torinese già coinvolta in passato in casi analoghi di cui hanno parlato anche le Iene in televisione. Personalmente sto seguendo il caso di una coppia di Reggio Emilia a cui sono stati sottratti due figli, una che adesso ha 9 anni e una 2, di cui non si sa più niente, sono scomparsi, sicuramente dati in affido a qualche coppia. C’è un sistema omertoso che ha fatto di questi due bambini una fonte di reddito”. Del caso in questione, su cui dice Meluzzi indagherà la magistratura anche se cosa sia successo appare a tutti molto evidente, “siamo davanti ad abusi, violenze, l’uso privato delle istituzioni pubbliche, la mortificazione dei bambini, l’espressione più volgare di un buonismo dietro al quale si nasconde in realtà una miscela di interessi speculativi, di distruzione della deontologia professionale, coperto da una dimensione filantropica etica. E’ due volte aberrante, farisei imbiancati all’esterno e sepolcri pieni di putridume e ossa morte all’interno”.



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