AFRICA/ L’impegno di CBM in Niger nella lotta alla povertà

- La Redazione

CBM, acronimo di Christian Blind Mission, ha un progetto in corso in Niger, uno dei luoghi più poveri del pianeta

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Secondo l’UNICEF, sono non meno di un miliardo le persone con disabilità nel mondo, di cui almeno 93 milioni minorenni. La maggior parte si trovano nei Paesi in via di sviluppo, che si caratterizzano per un più tasso alto di povertà. Avere problemi di salute che impediscono il normale svolgimento delle attività quotidiane comporta spesso di trovarsi ai margini della società e in condizioni di difficoltà ulteriori per il sostentamento.

CBM, acronimo di Christian Blind Mission, è un’organizzazione umanitaria che si impegna a spezzare il ciclo tra povertà e disabilità in Asia, Africa e America Latina. Fondata nel 1908, globalmente ha realizzato 460 progetti in  48 Paesi raggiungendo oltre  4 milioni di beneficiari. Dal 2001 è attiva CBM Italia Onlus, che nel 2020 ha conseguito 38 progetti in  14 Stati dei Paesi in via di Sviluppo e in Italia, raggiungendo  oltre un milione di persone. Tra i progetti in corso c’è quello in Niger, uno dei luoghi più poveri del pianeta.

Niger: un Paese con forte instabilità politica

Il Niger si trova nel cuore del Sahel, una fascia di territorio dell’Africa subsahariana che si caratterizza da decenni per forte instabilità politica in tutti i suoi Stati: Mali, Burkina Faso, Ciad, Sudan, Nigeria, Mauritania, Senegal e, appunto, Niger. Si trova agli ultimi posti delle classifiche dei Paesi in via di Sviluppo e presenta uno dei tassi di alfabetismo più bassi a livello globale.

In Niger l’abbandono scolastico è molto frequente, ancora di più tra le categorie più fragili, ovvero le donne, che presentano una percentuale di oltre il 75% di analfabetismo, e i bambini con disabilità. Motivi che hanno spinto CBM a intervenire con un progetto all’insegna della promozione dei valori di inclusione, per una società dove ogni individuo possa esprimere a pieno il proprio potenziale.

CBM in Niger

CBM Italia è intervenuta in Niger con il progetto Intervento di miglioramento dell’accesso alle strutture educative nella regione di Diffa, realizzato con il cofinanziamento dell’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), coordinato dal CISP (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli), capofila del progetto, e in partnership con l’ONG locale Tchida. L’obiettivo è quello di favorire l’accesso e l’inclusione di bambini e adolescenti nel sistema educativo nella regione di Diffa, uno dei luoghi più poveri dello Stato africano. Il progetto fa parte della campagna “Break the Cycle”, realizzata da CBM per spezzare il ciclo che lega povertà e disabilità nei Paesi in via di sviluppo.

CBM prevede l’abbattimento delle barriere architettoniche per rendere 24 classi delle scuole identificate accessibili agli studenti con disabilità, di modo da favorire l’accesso di alunni con disabilità. Accanto a questi interventi strutturali, CBM intende formare gli insegnanti sulle metodologie pedagogiche inclusive ed effettuare la sensibilizzazione delle comunità locali sull’educazione inclusiva, in modo da ridurre i processi di stigmatizzazione ed esclusione all’interno delle comunità. Obiettivo che si vuole conseguire ulteriormente attraverso la formazione di 40 membri delle autorità comunali sull’educazione inclusiva, in modo da conseguire un crescente processo di capacity building all’interno delle comunità affinché queste siano capaci di confrontarsi con i leader di riferimento per promuovere piani d’inclusione e sviluppo all’interno dei loro contesti.

In Niger l’educazione inclusiva è necessaria per combattere il fenomeno dell’abbandono scolastico e favorire, allo stesso tempo, l’inclusione degli studenti con disabilità. Un obiettivo il cui raggiungimento rappresenta un importante passo avanti per il futuro.

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