“Aggrappato agli scogli, pensavo alla famiglia”/ Mattia, naufrago vivo per miracolo

- Alessandro Nidi

Mattia Veronese, 29 anni, è un naufrago vivo per miracolo: ha resistito nove ore in acqua aggrappato agli scogli, trasportato dalla corrente a 6 chilometri dal punto in cui si era tuffato

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Naufrago per nove ore, Mattia Veronese ha davvero visto la morte in faccia nella notte tra sabato 6 e domenica 7 agosto 2022. Il 29 enne di Porto Tolle, nel Rovigotto, aveva deciso in fatti di fare il bagno insieme a quattro amici nonostante il mare fosse piuttosto agitato. Quando la comitiva è ritornata a riva, di Mattia non c’era alcuna traccia e i ragazzi hanno così lanciato l’allarme, con il via alle ricerche dei vigili del fuoco, della capitaneria di porto di Chioggia e dei carabinieri. Nessuna traccia, fino alle 10, a Santa Giulia, a sei chilometri a sud dal punto in cui si era tuffato in acqua.

“L’hanno dall’altra parte della Sacca – ha raccontato al ‘Corriere della Sera’ la madre, Lorella Grandi -. Cercava di nuotare, ma le onde lo buttavano indietro, così si è messo a pancia in su, anche per riposare. Ha sbattuto su degli scogli e ha provato a camminare, ma c’era melma. Dal canto suo, il giovane naufrago, che ha rimediato parecchie escoriazioni, ha riferito che vedeva i soccorsi, ma loro non riuscivano ad avvistarlo. Ha anche detto di essersi “salvato da solo, di essere arrivato a una spiaggetta e di aver camminato un po’, ma non ce la faceva più perché c’era la melma. Sono rimasto aggrappato agli scogli al largo di Santa Giulia, e ho pensato, in quelle ore disperate, solo alla famiglia”.

MATTIA VERONESE, NAUFRAGO PER NOVE ORE: “È ANCORA FRAGILE E SOTTO CHOC”

Mattia Veronese è ancora fragile e sotto choc, ma sta bene. Come ha spiegato la mamma del “naufrago” al “Corriere della Sera”, “ci hanno detto che era disperso alle 3.30 di notte. Con mio marito e l’altro figlio, più grande di Mattia, ci siamo precipitati alla spiaggia e abbiamo cominciato a cercarlo. Ore e ore di ricerche. È stato terribile. Avevamo perso le speranze. Mattia è stato così tanto in acqua che ha bevuto moltissimo. Anche se a nuotare se la cava, proprio non ce la faceva a contrastare la corrente. Quella è una sacca pericolosa, è isolata, i ragazzi lo sanno, ma d’estate vanno lì di sera a farsi una birretta… Loro poi hanno deciso di entrare in acqua, di fare il bagno anticipando il classico bagno di mezzanotte di Ferragosto, perché in quella data c’è sempre un sacco di gente”.

Il sindaco di Porto Tolle, Roberto Pizzoli, a seguito dell’incidente a lieto fine che ha coinvolto il “naufrago” 29enne, ha ammonito: “La Spiaggia delle Conchiglie è libera, lontana da bagni attrezzati e in un punto molto particolare; è infatti pericolosa per le forti correnti che si generano. Si tratta di una zona di foce in cui si incrociano il Po, il mare, e la Sacca. In passato è già stata teatro di tragedie e nel giro di tre anni sono morte due persone, annegate”.





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