Aids, Iss: contagio cresce tra giovani/ Infezioni Hiv in calo, stabile numero decessi

- Silvana Palazzo

Aids, report Iss: calano le infezioni da Hiv, ma cresce il contagio tra i giovani. Resta stabile invece il numero dei decessi nel 2019

Iniezione e virus
Virus Hiv (LaPresse, immagini di repertorio)

Calano le nuove diagnosi di infezione da Hiv, ma il contagio cresce tra i giovani. È quanto emerge dal report pubblicato dal Centro Operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che ha pubblicato i dati relativi alla malattia nel 2019. In Italia l’anno scorso sono state diagnosticate 2.531 infezioni da Hiv, quindi 4,2 casi per 100mila residenti. Si registra, dunque, un progressivo calo in Italia dal 2012, ma soprattutto nell’ultimo biennio. L’incidenza è lievemente inferiore a quelle degli altri paesi europei. Ma il report dell’Iss, pubblicato in vista della Giornata mondiale contro l’Aids, in programma come ogni anno il primo dicembre, evidenzia che il numero più frequente di nuove diagnosi si registra tra i giovani, nello specifico nella fascia di età 25-29 anni. L’età mediana è 39 anni per le donne, 40 invece per gli uomini. «In queste fasce di età l’incidenza nei maschi era 4 volte superiore a quelle delle femmine». Ma i report precisa anche che l’anno scorso la maggior parte delle nuove diagnosi era attribuibile a rapporti sessuali non protetti da preservativo, cioè l’84,5% di tutte le segnalazioni.

AIDS, ISS: IL PROBLEMA DELLE DIAGNOSI TARDIVE

Tra gli aspetti evidenziati anche la modalità di trasmissione, che è cambiata rispetto agli anni scorsi. L’anno scorso per la prima volta la quota delle nuove diagnosi HIV riferibili a maschi che hanno rapporti con maschi ha raggiunto quella dei rapporti eterosessuali (42%), che era da sempre la modalità più frequente. L’anno scorso più della metà delle persone con nuove diagnosi da Hiv era già in fase avanzata della malattia, quindi ignorava di essere positivo all’Hiv da molto tempo. Nel report Iss si legge che nello specifico due terzi dei maschi eterosessuali e oltre metà delle donne hanno ricevuto diagnosi in fase avanzata dell’Aids. E infatti emerge un aumento dal 2017 della quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione, mentre diminuisce la percentuale di persone che scopre di essere positiva prima della diagnosi. Un terzo scopre di esserlo a causa della presenza di sintomi o patologie correlate a Hiv. Invece cala dal 2016 il numero di nuove diagnosi tra gli stranieri. Il numero di decessi invece è rimasto stabile, circa 500 casi per anno. Il report redatto dall’Iss segnala anche le Regioni che negli ultimi due anni hanno fatto registrare un numero maggiore di diagnosi. Si tratta di Lombardia, Lazio e Toscana.

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