Aifa “213 morti dopo Pfizer, 53 dopo AstraZeneca”/ 1,8% decessi correlabile a vaccino

- Alessandro Nidi

L’Aifa ha diramato un report nel quale afferma che si sono verificate 328 morti in Italia dopo il vaccino da dicembre a oggi, ma il 57,8% di esse non è correlabile

i vaccini anti-Covid
I vaccini anti-Covid: AstraZeneca, Moderna, Sputnik, Pfizer-BionTech (LaPresse)

L’Aifa ha emesso nelle scorse ore un nuovo report aggiornato circa la somministrazione del vaccino anti-Covid, provando a fare chiarezza sulla questione correlata alle morti dopo le inoculazioni del siero contro il Coronavirus. In particolare, stando a quanto si legge nel documento ufficiale, in Italia, nel segmento temporale incluso tra il 27 dicembre e il 26 maggio si sono registrate 328 segnalazioni di decessi dopo l’inoculazione delle dosi vaccinali, con alcune, nette distinzioni in termini statistici fra i vari tipi di preparato disponibili nel nostro Paese.

In particolare, 213 dipartite si sono verificate dopo la somministrazione del vaccino Pfizer (tasso di segnalazione ogni 100mila dosi: 0,96%), 58 dopo il vaccino Moderna (1,99%), 53 dopo AstraZeneca (0,79%) e appena 4 dopo Moderna (0,79%). Di questi, 211 casi di morte si sono riscontrati a seguito della prima dose e 98 dopo la seconda, mentre per i restanti 19 non è stato specificato con esattezza se abbiano avuto luogo dopo la prima o la seconda dose. Nel 53,4% si trattava di donne e nel 46% di uomini, per un’età media dei deceduti che si attesta a quota 78,6 anni.

VACCINO, AIFA: “SOLO 1,8% DELLE MORTI IN ITALIA È CORRELABILE ALLA SOMMINISTRAZIONE DEL SIERO”

Nel report dell’Aifa sul vaccino anti-Covid si scopre inoltre che, secondo i calcoli eseguiti seguendo l’algoritmo stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 57,8% delle morti non è correlabile alla somministrazione del siero. Il 36,9%, invece, è indeterminato, il 3,6% inclassificabile per mancanza di informazioni necessarie e soltanto l’1,8% è considerato correlabile. Questi dati sono stati analizzati a “Stasera Italia”, trasmissione di Rete 4 condotta da Barbara Palombelli, dai virologi Massimo Galli e Fabrizio Pregliasco. Il primo ha sottolineato che “non si tratta di avere più morti con Pfizer che con AstraZeneca, ma di avere inoculato più vaccini Pfizer rispetto ad altri. Inoltre, stiamo parlando di decessi in generale, di cui soltanto l’1,8 è collegato al vaccino”. Il secondo, invece, ha chiarito: “Nel report di Aifa si è andati a confrontare anche il dato di mortalità fra i vaccinati e tra i non vaccinati, scoprendo che quello a essere risultato più grave è quello collegato alla seconda categoria”.



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