ALAN FRIEDMAN: “MELANIA ESCORT DI TRUMP”/ Video e scuse “volevo dire accompagnatrice”

- Niccolò Magnani

Alan Friedman attacca ancora Trump e in diretta video Rai sostiene “Melania è la escort di Trump. Parole forti? Lei è razzista come lui”. Poi le ‘scuse’: “volevo dire accompagnatrice…”

Donald Trump e Melania
Melania e Donald Trump davanti all'Air Force One (LaPresse, 2021)

A volte – anzi, spesso – le “toppe” sono assai peggio dei “buchi”: dopo il caso mediatico che ha coinvolto Alan Friedman (riassunte nel nostro commento qui sotto, ndr) l’Adnkronos ha contattato direttamente il giornalista Usa per permettere una rettifica su quel passaggio indegno «Melania è la escort di Trump» “sfuggito” ieri a Uno Mattina su Rai1.

Ma appunto la “toppa” sembra essere alquanto fragile: «Non è stata assolutamente una cosa voluta. Stavo traducendo dall’inglese, la parola italiana che volevo dire era ‘accompagnatrice‘, ed è uscito ‘escort’. Mi sono corretto subito, non c’è da montarci su una questione». Un problema dunque di “lingua” secondo Friedman che però non toglie affatto il nodo centrale della vicenda: per offendere l’ex Presidente, Friedman non chiama la legittima moglie per quello che è ma la reputa “accompagnatrice”, “escort” o qualsiasi altro epiteto sinonimo si possa inserire.

“MELANIA ESCORT DI TRUMP”: BUFERA SU ALAN FRIEDMAN

Choc in diretta tv, e non è la prima volta con Alan Friedman come protagonista: lo scrittore e giornalista Usa è intervenuto ieri a Unomattina su Rai 1 dando della escort a Melania Trump, la moglie del Presidente uscente che ieri ha abbandonato la Casa Bianca prima dell’ingresso ufficiale di Joe Biden nell’Inauguration Day.

Lo “sfregio” istituzionale del mancato passaggio di consegne tra il leader repubblicano e l’ex vice di Obama già nelle scorse settimane aveva portato Friedman a criticare aspramente le modalità “democratiche” di Trump, ma invero è dall’inizio della Presidenza repubblicana nel 2016 che il giornalista Usa attacca il tycoon definendolo razzista, dittatore, “scimpanzè mafioso” e quant’altro. Giudici politici, anche accuse molto gravi, ma (quasi) sempre nei limiti della libertà di espressione: quanto però avvenuto ieri, come si evince dal video postato da Giorgia Meloni (Fdi) e da migliaia di utenti sui social nelle ultime 24 ore, sembra compiere un passo ben oltre la decente critica politica.

CAOS FRIEDMAN IN RAI MA NIENTE SCUSE

«Donald Trump si mette in aereo con la sua escort… ehm, la sua moglie, e vanno in Florida», così Alan Friedman apostrofa la moglie del Presidente uscente americano, con il finto artifizio retorico del “lapsus” che ha fatto chiaramente intendere cosa pensa di Melania e come valuta il rapporto coniugale (che nulla c’entra con la politica, ndr) tra i Trump. Il discorso prosegue ma nella diretta Rai 1 né i conduttori Marco Frittella e Monica Giandotti, né gli ospiti giornalisti Monica Maggioni e Maurizio Molinari (direttore Repubblica) intervengono per dissociarsi dall’insulto di Friedman.

Solo al termine del discorso del giornalista americano, la Giandotti si limita a dire «Posso dire una cosa Alan, sei stato molto duro con Melania. Lo rimarco, hai detto una cosa un po’ forte». A quel punto, invece che scusarsi, Alan Friedman “conferma” e rilancia: «Ho detto che lui e la moglie vanno in Florida, Melania ricordiamo non è la vittima, è razzista come Trump». Durissima la critica di Giorgia Meloni su Twitter: «Surreale che nessuna paladina del femminismo sia intervenuta. Cosa sarebbe accaduto se a essere definita così fosse stata un’esponente di sinistra?. Surreale anche che Friedman non si sia scusato immediatamente per le gravi parole pronunciate, aspettando le polemiche per poi dare la sua versione».



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