ALBERICO LEMME “IO, MALATO DI CORONAVIRUS”/ “Le mie donne mi hanno salvato la vita”

- Silvana Palazzo

Alberico Lemme e il coronavirus: “Creato in laboratorio da un sistema potente per creare un nuovo ordine mondiale. Vogliono renderci schiavi”

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Alberico Lemme, farmacista e dietologo (Foto LaPresse)

E’ un Alberico Lemme piuttosto segnato quello che si mostra in collegamento video con Barbara D’Urso a Live non è la D’Urso. Il famoso farmacista, reduce dalla lotta contro il coronavirus, racconta la sua battaglia e coglie l’occasione di ringraziare pubblicamente i medici che lo hanno curato: “Ho passato un mese e mezzo in ospedale, devo dire grazie alle mie donne perché mi hanno salvato la vita”. Alberico Lemme è stato contagiato nella fase iniziale della pandemia e sembra ricordarsi anche il momento esatto in cui avrebbe contratto il virus: “In quel momento non si sapeva ancora niente, ho passato tre giorni su una barella e potevo ricevere solo l’ossigeno come terapia”. Il farmacista ammette di aver avuto paura: “Avevo la saturazione bassa e durante la notte ero colpito da attacchi di panico dovuti alla mancanza di respiro. Quando ho chiesto al medico quali fossero le mie condizioni mi ha detto di pregare”. (Aggiornamento di Jacopo D’Antuono)

Per Lemme il Coronavirus sarebbe stato creato in laboratorio

«Il coronavirus è stato progettato in laboratorio per creare un nuovo ordine mondiale». Parola di Alberico Lemme. Il farmacista noto come guru di una controversa dieta per dimagrire, spesso ospite di Barbara D’Urso, ha esposto la sua tesi ai microfoni de “La Zanzara”, il programma radiofonico di Radio 24. Anche lui è stato colpito dal Covid-19, infatti è stato ricoverato più di un mese in ospedale al San Raffaele di Milano. «Devo ringraziare Dio, che è fondamentale, ma soprattutto le donne della mia famiglia che sono intervenute, mia sorella, mia cognata, mia figlia e una suora, la mia guida spirituale, per farmi ricoverare, mi hanno salvato loro. Dico la verità». Lui che viene criticato per offendere le donne con l’espressione “testa di donna” ora fa retromarcia. «Non le attaccherò perché si sono dimostrate molto utili nei miei confronti». E riesce a dire anche una cosa importante: non c’è nessuna dieta che può salvarci dal coronavirus, che comunque non lo ha cambiato. «Super Lemme ce l’ha fatta anche questa volta».

ALBERICO LEMME “CORONAVIRUS CREATO IN LABORATORIO”

I problemi per Alberico Lemme sono cominciati il 2 marzo e sono finiti il 14 aprile. «Ho avuto problemi seri, non è stata una passeggiata. Non è vero che il coronavirus è come un’influenza normale». Ne ha parlato a “La Zanzara”, su Radio 24, rivelando di aver continuato a lavorare anche quando era al pronto soccorso. «Continuavo a dare le mie diete alle persone in cura con me altrimenti sarebbero tornati ad essere ciccioni. Un obeso ha più possibilità di morire, questo è chiaro». A proposito del coronavirus, ha una teoria sulla sua origine. «Sono convinto che questo virus sia un prodotto da laboratorio. Non lo dico io, lo dice chi ne capisce. Non mi fido per nulla dell’Organizzazione Mondiale della Sanità». Secondo Alberico Lemme dietro questa storia ci sono aziende interessate alla produzione di un vaccino. «E poi vogliono controllare il mondo intero e sottometterci, quindi schiavitù e sottomissioni. Non è un complotto, è un fatto reale». Chi c’è dietro? «Una specie di nuovo ordine mondiale».

ALBERICO LEMME “CORONAVIRUS? VOGLIONO RENDERCI SCHIAVI”

Ma Alberico Lemme preferisce non sbilanciarsi con i nomi, «perché è un sistema veramente potente». E in ballo ci sarebbero interessi economici molto grandi. Nell’intervista a “La Zanzara” su Radio 24 ha anche spiegato quale sarebbe lo scopo di questi soggetti: «Vogliono attivare un nuovo ordine mondiale e sottomettere l’umanità e renderci schiavi». A proposito della sua esperienza personale, il farmacista ha raccontato che potrebbe aver contratto il coronavirus durante la sua attività lavorativa, visto che riceveva come sempre le persone in studio, ma prestando comunque attenzione e con le dovute precauzioni. «Penso di essermi contagiato toccandomi l’occhio. Perché lacrimavo in quei giorni». Quando ha scoperto di essere positivo ha ricostruito tutti i suoi contatti e ha fatto contattare le persone che ha visitato, infatti sono state messe in quarantena. «Almeno io non ho contagiato nessuno», ha poi concluso Alberico Lemme.

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