Alberto Bagnai/ “Scuola? Problema è il trasporto, Conte pensava ai banchi a rotelle”

- Carmine Massimo Balsamo

L’economista della Lega Alberto Bagnai a Coffee Break: “Recovery Plan? Il termine di aprile è ordinatorio e non perentorio”

alberto bagnai
(Coffee Break)

Dalla scuola al Recovery Plan, Alberto Bagnai ha tutto tondo ai microfoni di Coffee Break. L’esponente della Lega ha esordito con le difficoltà legate alla riapertura delle scuole, in particolare sui trasporti: «Il trasporto pubblico è stata una delle criticità, diciamo che il governo Conte II si è occupato di un’altra cosa con le ruote, ovvero i banchi. E’ stato un errore strategico. Ora scordiamoci il passato e guardiamo il futuro: nel trasporto si annidano le principali criticità».

Alberto Bagnai ha poi rimarcato sul tema: «Ritengo che adesso ci saranno le condizioni per sbloccare la situazione e prendere delle misure. Io credo che con la volontà politica non manchino i mezzi tecnici per migliorare. Io ho firmato e sostenuto tanti emendamenti per affiancare le imprese private al trasporto pubblico locale, l’esito è stato un po’ alterno ma ci sono dei margini per migliorare».

ALBERTO BAGNAI SU RECOVERY PLAN E VACCINI

Alberto Bagnai si è poi soffermato sul Recovery Plan: «Non voglio sembrare di lotta e di governo, ma il termine di aprile è ordinatorio e non perentorio: Olanda e Finlandia hanno già detto che si prenderanno del tempo. Per me la fretta è sempre una cattiva consigliera, il coinvolgimento del Parlamento è utile per scrutinare i provvedimenti governativi, oggi il CTS in audizione Affari Costituzionali è un buon segnale di trasparenza, fondamentale per gestire questa fase». L’economista del Carroccio ha poi parlato dei vaccini anti-Covid: «Il Covid ci ha fatto scoprire tante delle cose, come il fatto che certi strumenti di profilassi possono avere dei rischi, adesso lo si vede. I ritardi nella strategia vaccinale sono stati dovuti ad incidenti dovuti dal fatto che non esiste il rischio zero. No vax? Assolutamente no. Ma il negazionismo è di chi nega che possano esistere effetti collaterali e scatena effetti opposti nella popolazione».



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