Alberto Barbera/ “Cinema italiano colpito dal coronavirus, ma si riprenderà”

- Carmine Massimo Balsamo

Il direttore della Mostra del Cinema di Venezia Alberto Barbera ai microfoni di Libertà: “Non possiamo e non vogliamo rinunciare alla sala”.

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Paolo Baratta, Joaquin Phoenix e Alberto Barbera (Credits La Biennale di Venezia - foto ASAC)

Il cinema italiano è stato frenato dall’emergenza Covid-19, ma si riprenderà: Alberto Barbera non ha dubbi. Reduce dalla prima edizione del Festival in tempo di coronavirus – un esame superato a pieni voti, come sempre – il direttore della Mostra del Cinema di Venezia è stato ospite al Premio Cat 2020 ed ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Libertà per fare il punto sullo “stato di salute” del cinema nostrano ma non solo. Intervenuto ai microfoni di Barbara Belzini, firma della rubrica “Prime Visioni” e della pagina tematica “Universo Serie Tv”, Alberto Barbera ha messo in risalto come la pandemia abbia colpito il settore in maniera ancora più drammatica di quanto non stia avvenendo in altri settori. L’uscita in sala di alcune pellicole è stata rimandata anche di un anno, mentre alcuni film sono stati spediti direttamente sulle piattaforme streaming, costringendo così molte sale alla chiusura anticipata: Il giudizio del direttore è netto: «Non possiamo e non vogliamo rinunciare all’esperienza fondamentale della visione di un film nel luogo ideale che è la sala cinematografica». Per questo motivo è necessario un intervento del Governo con misure a sostegno del settore.

ALBERTO BARBERA: “CINEMA ITALIANO COLPITO DAL CORONAVIRUS, MA SI RIPRENDERÀ”

Del resto i cinema sono tra i principali luoghi di aggregazione sociale ed è fondamentale fornire supporto alle sale in questo momento di estrema difficoltà. Senza dimenticare il momento felice che sta attraversando il movimento italiano, come confermato da Alberto Barbera nel corso del dialogo con Barbara Belzini. «Il cinema italiano sta attraversando un momento particolarmente felice,  purtroppo messo in stand by dalla pandemia. Ma i segnali di una possibile, forte ripresa ci  sono tutti, legati ad un ricambio generazionale da tempo atteso», le parole del direttore della Mostra a Libertà. Dai grandi maestri ancora in attività (Bellocchio, Moretti e Martone) ai nuovi talenti che hanno conquistato la ribalta internazionale (Sorrentino, Garrone e Rosi) fino alle “giovani promesse” destinate a tracciare un solo (fratelli D’Innocenzo, Susanna Nicchiarelli e Carlo Sironi tra gli altri): il cinema nostrano può contare su esponenti degni di nota, in grado di esprimere un immaginario nuovo e diverso. E se lo dice Alberto Barbera, non possiamo che fidarci…

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