ALBERTO STASI CHIEDE REVISIONE SENTENZA/ Nuove prove, quali? “Dna o testimonianza…”

- Silvana Palazzo

Alberto Stasi chiede la revisione della sentenza di condanna per l’omicidio Chiara Poggi: “Ci sono nuovi elementi”. La decisione potrebbe arrivare entro fine luglio

Delitto Garlasco
Delitto Garlasco, Alberto Stasi (LaPresse)

Ha fatto rumore la richiesta giunta dall’avvocato Laura Panciroli, legale difensore di Alberto Stasi, relativa alla revisione del processo sul delitto di Garlasco, nel quale ha perso la vita la giovane Chiara Poggi. L’avvocato Daniele Bocciolini, intervenuto a “La Vita in Diretta” in collegamento video, ha dichiarato: “La collega è stata molto ferma nel non anticipare quali siano gli elementi che potrebbero ribaltare la sentenza. Non è un quarto grado di giudizio e va detto che viene accolto con frequenza davvero rara. La revisione è un mezzo di impugnazione straordinario che si può esperire quando tutti gli altri mezzi sono stati esperiti invano e solo se emerge una nuova prova o un elemento che abbiano una forza tale da portare al proscioglimento del condannato in via definitiva”. Di cosa potrebbe trattarsi? Di un Dna analizzato attraverso tecnologie più avanzate, che anni fa magari non erano ancora in vigore. Oppure, di una nuova testimonianza. Ora la Corte d’Appello di Brescia dovrà dire se l’istanza di Stasi sia ammissibile o meno e lo farà entro la fine di luglio. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

ALBERTO STASI CHIEDE REVISIONE SENTENZA CONDANNA

Alberto Stasi chiede la revisione del processo: lo annuncia l’avvocato Laura Panciroli, nominata a dicembre dal giovane condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi. Il legale ha depositato «un’articolata richiesta di revisione della sentenza». Questo alla luce delle novità emerse. Al vaglio della competente Corte di Appello di Brescia sono stati «individuati e sottoposti elementi nuovi, mai valutati prima, in grado di escludere, una volta per tutte, la responsabilità» di Alberto Stasi. La condanna, per l’avvocato Laura Panciroli, è basata su circostanze (le stesse su cui era stato precedentemente assolto) che «sono ora decisamente smentite». Il giovane si è sempre dichiarato innocente e ha sempre creduto che la verità andasse cercata altrove. «Ora ci sono elementi anche per proseguire le indagini», aggiunge il suo legale. Di conseguenza, potrebbe riaprirsi uno dei casi di cronaca nera più impressi nella memoria collettiva, anche se sono passati 13 anni dalla tragica morte di Chiara Poggi, sempre però che il giudice accolga la richiesta.

ALBERTO STASI CHIEDE REVISIONE SENTENZA CONDANNA

C’è fiducia nella difesa di Alberto Stasi riguardo i tempi, del resto lo stesso Claudio Castelli, presidente della Corte d’Appello di Brescia, come riportato da Repubblica, ha dichiarato che «possono essere abbastanza rapidi». Di conseguenza, «entro fine luglio potremmo già decidere sull’ammissibilità dell’istanza». Chiara Poggi fu trovata morta nella casa di famiglia a Garlasco il 13 agosto 2007. Le indagini sulla morte della 26enne si concentrarono sul fidanzato, Alberto Stasi, che era stato con lei fino alla sera prima dell’omicidio. Dopo molteplici colpi di scena, il 12 dicembre 2015 la Cassazione confermò la sentenza bis della Corte d’Appello di Milano condannando Alberto Stasi in via definitiva a 16 anni di carcere. Nel frattempo lui si è laureato in Economia. Nel giugno 2017 la Cassazione dichiarò inammissibile il ricorso dei legali dell’epoca per riaprire il caso. In quell’occasione sosteneva che i giudici d’appello dovevano riascoltare i testimoni sentiti in primo grado, perché non farlo portò, secondo il condannato, ad un «processo non equo».







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